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Martedì, 18 Gennaio 2022
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Variante Omicron, il timore è solo a livello ipotesi

Prudenza e precauzione suggeriscono però la rigorosa adozione della profilassi con i mezzi di barriera

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha convocato una riunione d’urgenza per valutare i primi dati sulle caratteristiche biomolecolari, l’infettività, la patogenicità e i possibili pericoli pandemici della nuova variante del betacoronavirus Sars-CoV-2, identificata in un focolaio a grappolo in SudAfrica. Questa “Variante di preoccupazione” Voc, indicata con la sigla B.1.1.529, è stata denominata dall’OMS con la lettera greca Omicron.

“Il timore - per ora solo una ipotesi, nessun esperimento lo ha confermato, ma gli studi sono iniziati - è che gli anticorpi dei guariti e dei vaccinati fatichino a riconoscere il nuovo ceppo e quindi proteggano meno”, ha precisato, tra gli altri studiosi, il professor Alessandro Carabelli, direttore di un Gruppo di Ricerca del Consorzio Inglese Cog-Uk che monitora costantemente le varianti di Sars-CoV-2. Appare quindi, prudente ed urgente - ha proseguito - che le case produttrici predispongano nuove versioni dei loro vaccini, aggiornate rispetto alle caratteristiche molecolari delle varianti che emergono, in particolare di quelle come la B.1.1.529, che presentano numerose mutazioni.

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, in un comunicato alla stampa, ha dichiarato di avere fatto appello alle Case produttrici di adattare immediatamente i vaccini alle nuove varianti, ma anche divieti di viaggio e misure di frontiera. L’Azienda farmaceutica Moderna ha annunciato di avere in corso di test uno specifico vaccino contro la variante Omicron, con tre linee di difesa che avanzano in parallelo.

Prudenza e precauzione suggeriscono che si riporti in primo piano l’adozione di una rigorosa profilassi con i mezzi di barriera: mascherine preferibilmente FFP2, distanziamento, sia al chiuso che all’aperto, igienizzazione del corpo e degli ambienti e mezzi di trasporto. Le notizie che giungono dall’Africa riferiscono che nelle zone in cui è stata identificata la B.1.1.529 il tasso di positività è salito nelle ultime tre settimane da meno 1% al 30%. Nei tamponi molecolari positivi la nuova variante è già presente in oltre il 75% dei casi, apprestandosi a rimpiazzare completamente e in breve tempo la variante Delta sinora dominante. Omicron ha molte più mutazioni della variante Delta, concentrate in una zona che interagisce con le cellule umane. Le ragioni di forte preoccupazione suscitate dalla insorgenza  della variante B.1.1.529, imprevedibile come ogni altra, perché dovuta a mutazioni casuali  e ricorrenti nel genoma virale, è legata sia al numero elevato  delle mutazioni (circa 50, di cui 32 nella proteina Spike coinvolta nel meccanismo  di ingresso del virus  nelle nostre cellule), sia alla posizione degli aminoacidi sostituiti nella struttura della Spike nei suoi punti di riconoscimento utilizzati dagli anticorpi neutralizzanti, indotti negli ammalati, oppure dagli attuali vaccini. Questi domìni strutturali, chiamati epitopi sono localizzati in quattro regioni della proteina Spike che consentono agli anticorpi di attaccare il virus e prevenire le conseguenze della infezione. Se le loro proprietà chimico-fisiche cambiano, l’interazione protettiva degli anticorpi con il virus è sfavorita o può addirittura affievolirsi molto. Potremmo quindi trovarci di fronte ad un virus ancora più bravo a contagiare e abile ad eludere qualche difesa anticorpale da vaccino.

Variante Omicron, il timore è solo a livello ipotesi

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