Venerdì, 14 Maggio 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

World Cancer Day 2021

Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale contro il cancro

Ogni anno, il 4 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il cancro (World Cancer Day), una campagna di sensibilizzazione per creare consapevolezza e cultura nella prevenzione dei tumori. Promotore della iniziativa è l'Unione Internazionale contro il cancro (UICC) con il sostegno della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I tumori sono la seconda causa di morte a livello globale, nel 2018 hanno causato  circa 9,6 milioni di decessi. Le forme più frequenti riguardano: polmone, prostata, colon-retto, stomaco, fegato, utero, tiroide e mammella. In Italia, nel 2019 sono stati diagnosticati oltre 373mila nuovi casi, più di 1000 al giorno e le previsioni  indicano che entro il 2030 il cancro sarà la principale causa di morte nel mondo. Come prevenzione, occorre attuare politiche e programmi nazionali per ridurre, nelle persone, l'esposizione ai fattori di rischio ed adottare stili di vita sani. La diagnosi precoce aumenta la possibilità di successo del trattamento terapeutico.

 FAMILIARITÀ E CANCRO

Esistono alcune mutazioni ereditate da uno o entrambi i genitori che aumentano, in diversa misura, il rischio. Nel corso della vita, le nostre cellule accumulano spontaneamente mutazioni sporadiche nei geni; la maggior parte non causa problemi, ma alcune possono dare origine ad un tumore. Le mutazioni sono dovute ad errori casuali durante la replicazione del DNA. La presenza di queste mutazioni non comporta inevitabilmente la comparsa del tumore, ma aumenta il rischio che si possa verificare. Attualmente, si stima che i casi di tumore riconducibili ad una predisposizione familiare, su base genetica, siano circa il 10%. I geni responsabili delle forme familiari di cancro sono in genere varianti difettose di geni chiamati "oncosoppressori" (deputati, cioè, ad ostacolare la formazione dei tumori) o di geni coinvolti nei processi di riparazione dei danni al DNA. Talvolta, una mutazione è strettamente associata ad un singolo tumore, come la anomalia del gene WT1 responsabile del 5% circa di casi di nefroblastoma, raro tumore del rene che si manifesta nella prima infanzia. Più spesso, la mutazione favorisce la formazione di più tumori benigni e maligni in diverse parti dell'organismo che prendono il nome di sindromi. Ad oggi, sono state individuate  più di 50 sindromi, caratterizzate da più tumori benigni o maligni, in diversi organi, legati ad anomalie genetiche.

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano il rischio di tumori alla mammella, all'ovaio ed in misura minore, al pancreas e alla prostata. Mutazioni del gene APC (Adenomatous Polyposis Coli), possono provocare la poliposi adenomatosa familiare che si manifesta con la formazione nell'intestino, dalla più giovane età, di centinaia di polipi che con il passare del tempo tendono a diventare cancerosi. La sindrome di Lynch, aumenta il rischio di cancro al colon, ma anche di tumore dell'utero e dell'ovaio.

Un difetto del gene che codifica per la proteina p53, un importante oncosoppressore, provoca la sindrome di Li-Fraumeni, in cui si riscontra un aumento del rischio di tumore alla mammella ed al cervello, osteosarcomi, tumori dei tessuti molli e delle ghiandole surrenali. Altre sindromi raggruppate sotto la sigla MEN (Multiple Endocrine Neoplasia) sono caratterizzate da combinazioni di tumori benigni e maligni in vari tessuti ghiandolari endocrini, dalla tiroide al pancreas.

FATTORI AMBIENTALI E CANCRO

Alcuni inquinanti atmosferici possono favorire lo sviluppo di malattie oncologiche. Le polveri fini sono una miscela di microparticelle liquide o solide e quanto più sono piccole,  possono penetrare in profondità nei polmoni o nel flusso sanguigno. Sono costituite da una varietà di composti chimici, alcuni dei quali hanno un effetto cancerogeno. I PCB (policlorobifenili) e bifenili polibromurati (PBB) sono cancerogeni certi per gli esseri umani, quindi sono inseriti nel Gruppo 1 della classificazione IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro).

La sigla PCB identifica una serie di composti aromatici comprendenti 209 congeneri (alcuni diossina-simili), tutti contenenti un anello bifenilico a cui sono legati da uno a 10 atomi di cloro. Essendo composti chimici persistenti, il blocco della loro produzione, non ha comportato una scomparsa dall'ambiente, ma nel tempo, sono divenuti inquinanti ubiquitari e rinvenuti al Polo nord e nelle profondità oceaniche. Oltre ad essere persistenti, tendono ad accumularsi nei tessuti biologici, in particolare nel tessuto adiposo. Dopo il loro ingresso nell'organismo umano, mettono in funzione numerosi recettori, tra cui l'AhR la cui attivazione rappresenta un evento chiave nella cancerogenesi, ma possono compromettere la funzionalità del sistema immunitario ed interferire con l'attività del sistema endocrino agendo come agonisti o antagonisti estrogenici. Il gruppo di studio della IARC ha valutato il potenziale cancerogeno attraverso numerosi studi definendo rischio elevato per melanoma, linfomi non Hodgkin e tumore della mammella.

 CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE CANCEROGENE

L'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha stilato la classifica delle sostanze che possono provocare il cancro (cancerogeni o carcinogeni). Le sostanze vengono classificate in quattro gruppi. Se ci sono sufficienti evidenze di cancerogenicità negli esseri umani, la sostanza viene classificata nel gruppo 1 ( fumo di tabacco, bevande alcoliche, aflatossine, nitrosammine (contenute negli insaccati), radiazioni ultraviolette, benzene, diossina, amianto, raggiX, raggi gamma, fosfati, inquinanti dell'aria). Se limitate evidenze di cancerogenicità negli esseri umani, ma sufficienti evidenze negli animali di laboratorio, la sostanza viene classificata nel gruppo 2A. Se limitate evidenze di cancerogenicità sia negli esseri umani che negli animali, la sostanza è classificata nel gruppo 2B. Se le prove non sono sufficienti, la sostanza è classificata nel gruppo 3. Se le prove in esseri umani e altri animali indicano un'assenza di attività cancerogena, la sostanza è classificata nel gruppo 4 (in questa categoria c'è una sola sostanza il "caprolactam" un precursore del nylon). Per dimostrare la cancerogenicità di un agente è necessario valutare la esposizione di animali di laboratorio a tale sostanza in altissime concentrazioni, ma gli esperti della IARC tengono anche conto di eventuali osservazioni epidemiologiche negli esseri umani.

 

 

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