Let's go shopping

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Denim, che passione!

In questa primavera-estate 2016, il denim impazza davvero, non solo per gli abiti, ma anche negli accessori. Partendo dai jeans, penso siano una delle invenzioni più intriganti che dobbiamo alla storia del costume; ripercorriamo insieme le tappe fondamentali della storia del loro successo

(Finte immagini sfilate style.it)

Al rientro da Milano dopo una giornata dedicata al window-shopping ma non solo, mi convinco ancora di più che è il momento giusto per parlarvi di ciò che vi avevo anticipato alla fine del mio scorso articolo Tenetevi Saldi e cioè dei JEANS o più in generale della denim-mania.
Passeggiando per il Corso, nel quadrilatero della moda, ma anche in zone meno centrali della città con stores comunque interessanti ho riscontrato ancora una volta come la moda si sia appropriata di questo indumento; il denim  prende nuove forme essenziali e curate, ma nello stesso tempo diventa sempre più complesso nella lavorazioni e nei dettagli.

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In questa primavera-estate 2016, il denim impazza davvero, non solo per gli abiti, ma anche negli accessori.
Partendo dai jeans, penso siano una delle invenzioni più intriganti che dobbiamo alla storia del costume; ripercorriamo insieme le tappe fondamentali della storia del loro successo.

La nascita del blue jeans è riconducibile alla Genova mercantile del XYI secolo, dove i marinai genovesi indossavano per lavorare dei resistenti pantaloni ottenuti dalla lavorazione del fustagno color indaco. La produzione di questo tessuto avveniva nella città di Nimes in Francia che, oltre a tinteggiarlo con l’indaco proveniente dalle indie, confezionava indumenti da lavoro. La storia racconta che Giuseppe Garibaldi, indossò un paio di “genovesi” durante lo sbarco dei mille a Marsala; sono conservati oggi a Roma presso il Museo centrale del Risorgimento all’interno del Vittoriano.
Il termine Denim deriva da una contrazione di “de Nimes”.  

Anche la città di Chieri (Torino) produceva questo tipo di tessuto tinteggiandolo con il guado (oro blu coltivato in Piemonte con minore potere colorante)  e realizzava sacchi per vele e per coprire le mercanzie delle navi. 
In concomitanza con l’esportazione di questa tela blu, molto apprezzata dai mercanti inglesi e americani,  viene coniato il termine inglese “jeans” (da Gènes, Genova alla francese); il termine Blue Jeans che deriva quindi da Blu di Genova diventa sinonimo di pantalone a 5 tasche.

Il boom arriva nel 1853, quando, in seguito alla scoperta dell’oro in California, Levi Strauss pensò di confezionare capi di abbigliamento resistenti all'usura, per minatori e cercatori d'oro utilizzando il tessuto denim più resistente e aprì un negozio a San Francisco per vendere questi indumenti.
Ben presto iniziò a collaborare con lui uno dei suoi clienti, il sarto Jacob Davis che aggiunse ai pantaloni in denim i rivetti in rame per rinforzare i punti maggiormente soggetti ad usura, come le tasche: nacque il primo jeans denim che fu brevettato nel 1873 dall’US Patent and Trademark Office (ufficio brevetti americano).

Solo dal 1890, anno di decaduta del brevetto, altre aziende poterono iniziare a fabbricare questi pantaloni così nel 1900 arrivarono la Lee e la Wrangler (Blue Bell), sono 3, infatti, i produttori che si dividono il mercato americano e sono ancor oggi considerati marchi storici del jeans:

Levi Strauss & Co. - nel sud 
Blue Bell/Wrangler - nel nord 
H.D. Lee Inc - nel  middle-west 

A seguire nel 1920/30 il jeans diventa il simbolo dell'abbigliamento western e  del tempo libero, negli anni ‘50 il jeans torna in Europa e conquista il mondo dei giovani e diventa il simbolo di contro cultura, di contestazione e di ribellione giovanile. 
Nel 1968 le rivolte giovanili infatti scelgono il pantalone blu come uniforme, a seguire si  passa dai jeans "classici" dei contestatori del '68 alla "creatività" hippy: le grandi zampe di elefante, i jeans sfrangiati e dipinti. Dagli anni ’70 anche i brand si “impadroniscono” di questo indumento, introducendolo nel loro pret-à-porter. 
Ogni stagione ha i suoi modelli  di tendenza, vediamo insieme un po’ di idee per questa primavera.

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Se c'è un capo che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di qualsiasi donna è un paio di jeans, e quest’anno possiamo osare davvero con tutti i modelli!

Iniziamo con i jeans flared anni’70 stretti nella parte superiore che si ampliano in quella inferiore generalmente a vita bassa per poi passare ai cropped and flared sempre svasati ma sopra la caviglia e ai jeans coulotte che presentano il punto vita alto e gambe molto ampie e corte ai polpacci. Una variante sul tema sono quelli che hanno l’orlo appositamente sfrangiato.
Per chi ama il pantalone a palazzo declinato in denim ci sono i jeans wide leg in cui il volume percorre tutta la gamba fino a coprire la scarpa.
Continua la tendenza dei jeans boyfriend che sembrano rubati dall'armadio del fidanzato, con il cavallo leggermente basso, comodi, larghi e un po’ trasandati e sbiaditi; e per chi non si sente di osare troppo ci sono i jeans straight leg con la gamba dritta e la vita alta dal fit molto semplice, possono essere portati con i risvolti alla caviglia o lasciati più lunghi a coprire la scarpa.
Il jeans skinny è sempre hot e non può mancare nel nostro guardaroba, coordinandolo con accessori diversi lo possiamo rendere più maschile e sportivo o più sexy e glam.
E per finire i ripped jeans ovvero i jeans strappati, solitamente con apertura sulle ginocchia, molto cool ma attente agli abbinamenti e alle occasioni d’uso.

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Ma il mondo del denim non è tutto pantalone! Via libera alla salopette e jumpsuit che ricordano la divisa degli operai, la pencil skirt effetto used o leggermente svasata versione midi, i vestiti svasati o a minigonna,  gli shorts, i gilet, i top, le camicie, i caban, i trench. 
Le nuove proposte si arricchiscono di applicazioni particolari (toppe, scritte, ricami, paillettes e ruches) sfumature e lavaggi non convenzionali e contagiano anche il mondo degli accessori: secchielli in denim, sandali e décolleté  in denim, pochette e borse a tracolla.
Ci sono davvero tantissime proposte per tutti i gusti e gli stili, quindi approfittiamone… su qualsiasi capo cadrà la nostra scelta in fatto di denim per questa primavera estate sarà una scelta giusta, l’importante è che sia fatta tenendo conto del nostro stile e della nostra personalità perché un capo non va solo indossato ma anche interpretato… dobbiamo farlo nostro in tutti i sensi.
Io ho già scelto il mio nuovo capo in denim… e voi?

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Nadia Crystall è consulente per lo shopping e per lo style personale, vi accompagna nelle vostre nuove scelte di abiti, accessori, make-up, acconciature e regali. Troverete complicità ed ecletticità in una consulenza di immagine ricca di suggerimenti e scelte di dettagli oggi indispensabili e vivrete un'esperienza di shopping creata apposta per voi….la moda diventa su misura

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