Esse come sicurezza

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Figlio di Rina ospite di Porta a Porta? Scelta vergognosa della Rai

Leggo sbalordito che il figlio del sanguinario Totò Riina è stato ospite a Porta a Porta con Bruno Vespa nella Tv di Stato per la quale da poco è stato imposto a tutti i possessori di un contratto elettrico di pagare il canone Rai con un metodo assurdo, e decido di non guardare il programma fosse l’unico canale televisivo visibile al mondo. 

Già tempo fa taluni film hanno fatto apparire personaggi mafiosi come uomini di onore e miti da imitare e invidiare, mentre altro non sono che assassini che rappresentano il disonore. Ora, addirittura, dopo Schettino, scrive un libro un figlio di un mafioso – e speriamo nessuna libreria lo venda - di un assassino, di un uomo le cui gesta hanno dato dolore a tantissime famiglie attraverso assassini di poliziotti, carabinieri, politici, giornalisti, imprenditori. Sono nauseato, sono sbalordito di come mentre si pensa di togliere dalle pareti delle nostre scuole un uomo crocifisso che disse di amare il proprio prossimo come noi stessi e perdonò mentre moriva chi lo stava uccidendo, per non disturbare la sensibilità di altre persone ospiti di questo Paese, la Rai in barba al dolore atroce e ai sentimenti dei famigliari delle vittime di mafia, e della loro sensibilità, pubblicizza un libro su una storia di un terribile criminale che ha segnato negativamente la storia di questo Paese dei balocchi scritto da un figlio che pare non sia santo in paradiso. 

L’11 aprile come noto effettueremo un convegno presso la scuola di Polizia di Piacenza in memoria del collega Agostino Antonino ucciso dalla mafia e con la presenza del papà di Stefano Villa ucciso da un rapinatore, e con la presenza della compagna e mamma dei suoi figli di Luca Di Pietra appuntato dei carabinieri deceduto in un inseguimento, e con la presenza del figlio del collega Mosca prima vittima della banda della uno bianca. 

Noi ricorderemo tutte le donne e uomini che hanno dato la vita per gli altri e non certo chi la vita agli altri la ha tolta. Festeggeremo l’11 aprile il decimo anniversario della cattura di Provenzano, perché da ricordare sono, oltre alle vittime, i successi della Polizia a favore della collettività e non chi ha distrutto vite e famiglie. Concludo porgendo ad ogni famigliare di vittima di mafia la mia piena solidarietà a nome mio personale e di tutto il Siap Provinciale e regionale Emilia Romagna e condanno fermamente questa scelta vergognosa della Rai. 

Esse come sicurezza

La sicurezza, i problemi e le questioni legate al ruolo che oggi la Polizia di Stato riveste nel nostro territorio e in tutto il Paese, commentate e approfondite dal Siap di Piacenza. Interviene direttamente Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale e regionale, e membro del direttivo nazionale

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Commenti (2)

  • Quandi si fa una critica si tende per propri scopi ad allargare il tiro.Se voleva contestare la presenza del figlio di un mafioso fatta e voluta da Bruno Vespa per ragioni di auditel poteva fermarsi alla domanda "quali valori ti trasmette tuo padre" perchè è lì il punto focale della questione.Inoltre stona il fatto che non possano esistere gli atei anche perchè nei Vangeli è detto che di tutti è il regno dei cieli basta pentirsi dei propri peccati.Quindi ritengo esagerata la sua critica. che va al di là del fatto stesso della trasmissione TV.Commentare negativamente ad esempio la riscossione del canone TV da tutti dopo che milioni di utenti non pagano la tassa dimostra come sia facile fare una ingiusta critica.

  • Concordo in pieno con l'esecrabile cinismo di troppi "addetti ai lavori " , Bruno Vespa è solo uno dei tanti, purtroppo. Trovo invece completamente fuori luogo e quasi offensivo il parallelismo con i "crocefissi nelle scuole" : ma cosa c'entra? Forse che l'essere atei è l'anticamera dell'essere criminali? Che non si può vivere una vita etica se non si è credenti? Lo Stato che io e Lei dobbiamo onorare e servire è uno stato laico, e la scuola statale, con buona pace dei credenti di qualsiasi confessione, dovrebbe andare molto cauta nell'assumere "identità " religiose

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