Storie a quattro zampe

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Pitbull, Amstaff e Rottweiler: se educati senza traumi e paure cresceranno equilibrati e pacifici

Avevamo già dedicato un appuntamento della nostra rubrica ad una razza di cane che purtroppo viene spesso abbandonata e di cui troviamo tristemente tanti esemplari ospiti in canile. Abbiamo raccontato dei segugi e dei cani da caccia in generale, che i cacciatori addestrano e che, nel caso risultino non adatti, o impauriti, o semplicemente quando il loro fisico non regge più le battute, vengono portati in canile.  Oggi parliamo di un'altra tipologia di cane che, analogamente ai cani da caccia, ha caratteristiche splendide e tantissime potenzialità, la quali tuttavia, nelle mani di persone inesperte e non abbastanza sensibili, vengono incanalate nella direzione sbagliata e finiscono per diventare la ragione per cui tanti esemplari finiscono in canile. Si tratta dei Pitbull, Amstaff, Rottweiler e di tutte le razze che sono anche tristemente diventate note come "cani da guardia" o "cani da combattimento". Ultimamente in canile sono entrati vari cani appartenenti a queste razze, perciò vogliamo ragionare con voi su quale sia il trend in corso e le motivazioni che portano a tali frequenti abbandoni. Pitbull, Amstaff&co sono cani maestosi, dall'aspetto possente e dalla grande forza fisica. Proprio per il loro aspetto, che può talvolta incutere "timore", purtroppo tanti proprietari di queste razze spesso li esibiscono come trofei e "status symbol".  Malauguratamente, nell'ideologia comune questi cani sono associati alla aggressività ed alla pericolosità, proprio perché le caratteristiche fisiche, nel caso in cui il cane non venga adeguatamente educato e non cresca in un ambiente equilibrato, lo possono rendere una "arma".  Noi vogliamo sfatare questa impostazione: cani di questo tipo hanno un'indole pacifica e tranquilla, e se educati e trattati nel modo corretto possono vivere benissimo in molteplici contesti e diventare amici insostituibili di tutta la famiglia. Certo, sottolineiamo che l'adozione di questi cani deve essere molto ragionata e consapevole. Già da cucciolo (come tutti i cani, d'altronde), il pitbull deve essere educato e cresciuto in un contesto equilibrato, di modo che non subisca traumi né viva esperienze che potrebbero lasciare in lui paura e diffidenza verso umani e animali e che potrebbero trasformarsi in aggressività. Una maggiore consapevolezza, un'approfondita conoscenza e un amore sincero verso queste razze porterà a creare un rapporto meraviglioso tra cane e famiglia umana, facendo sì che questi adorabili "bestioni" possano crescere equilibrati e pacifici, come la loro natura vuole. Con queste precauzioni si eviterà di arrivare alla fase in cui il cane diventa "ingestibile", viene abbandonato e risulterà difficilmente "recuperabile". Auspichiamo davvero di non vedere più così tanti pitbull & co nei box dei canili. 

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Benvenuti nel blog dedicato al canile di Piacenza! "Storie a quattro zampe" racconta, una per una, le piccole e grandi storie del canile di Piacenza. La struttura si trova a due passi dalla città, in mezzo al verde e ai campi. Ogni settore ha un piccolo sgambo dove i cagnolini possono sgranchirsi le zampe, due sgambi più grandi e i campi dove escono in passeggiata con i volontari. Qui lavorano tanti volontari che dedicano una parte della loro vita al benessere, alle adozioni e ad accudire gli animali che, per tanti motivi, approdano al canile. Il loro lavoro è coordinato da Claudio Gambarini, istruttore cinofilo comportamentista. Chiunque, leggendo le storie che pubblicheremo in questo blog, volesse contribuire oppure anche solo avere informazioni può rivolgersi direttamente a questi recapiti: www.caniledipiacenza.it – email: adozioni@caniledipiacenza.it tel.: 0523 610144 – 348 9183241 – 349 0623280 Se volete farci visita ne saremo molto contenti: Canile di Piacenza, via Bubba n.40, Piacenza. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

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