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Cavanna o Rolleri potrebbero unire il centrosinistra?

Chi potrebbe congiungere sotto la stessa bandiera la coalizione, tra coloro che non sono dirigenti locali del Partito Democratico? Ecco due figure molto note

Serve un leader, un bomber, un civico, uno che unisca, uno che dia impulso, uno che porti slancio, uno che riesca a trascinare i piacentini alle urne. Parole non di questa rubrica, ma dei vari esponenti del centrosinistra che in questi giorni si stanno arrovellando sulla scelta del candidato sindaco alle prossime Comunali del 2022.

Se i politici “attivi” non riescono a convincere l’intera coalizione e si guarda ai “civici”, a chi orbita intorno al centrosinistra senza farne direttamente parte, è anche ora di sparigliare le carte e presentare qualche nome. Al momento attuale l’unica espressione esterna ai partiti (anzi, al partito, il Pd), è stata quella - interessante - del medico Stefania Calza, che si è chiamata fuori dalla “disputa”.

Chi potrebbe riunire sotto la stessa bandiera tutta la coalizione, tra coloro che non sono dirigenti locali del Partito Democratico? Forse sono solo suggestioni, per qualcuno provocazioni, ma proviamo ad indicare due figure note che con il centrosinistra, in passato, hanno “flirtato”.

Francesco Rolleri, 56 anni, imprenditore metalmeccanico, attualmente è presidente di Confindustria Piacenza. Al suo attivo ha due esperienze politiche importanti: sindaco di Vigolzone per dieci anni (dal 2009 al 2019) e presidente della Provincia per quattro (dal 2014 al 2018). Da sindaco e da presidente è stato riconfermato. Aveva provato, invano, a farsi eleggere all’Europarlamento nelle file di +Europa, nel 2019: impresa complessa, ma non è stato in grado di dire “no”, da grande appassionato di Europa. Da tempo è fuori dai radar del Partito Democratico (quindi non ascrivibile alle correnti) e del centrosinistra. L’impegno confindustriale lo ha distolto dalla politica attiva. Il suo nome, oltre che garanzia di esperienza amministrativa, potrebbe portare con sé (togliendo al centrodestra di Patrizia Barbieri), quei voti “moderati” e di “centro” del quale tanto si parla a sinistra. Il mondo imprenditoriale e delle categorie economiche (a Piacenza non catalogabile facilmente in “centrodestra” e “centrosinistra”) potrebbe vedere con favore un sindaco-imprenditore. Il prossimo mandato, in particolare, è decisivo per la gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Luigi Cavanna, 68 anni, oncologo e primario di Oncologia dell’ospedale di Piacenza, è un altro candidato sindaco di alto profilo per il centrosinistra. La sua storia professionale, molto nota in città e conosciuta anche fuori dal nostro territorio (soprattutto dopo l'impegno per le cure domiciliari Covid), ha sfiorato diverse volte la politica. Cavanna nel 2001 si candidò alla Camera dei Deputati per il centrosinistra (per la coalizione de “L’Ulivo”) perdendo per pochi voti la circoscrizione contro Tommaso Foti (“Casa delle Libertà”). Nel 2017 fu il centrodestra a vivere settimane drammatiche alla ricerca di una quadratura sul candidato sindaco: il suo nome era nella rosa dei “papabili”, che poi vide prevalere proprio Patrizia Barbieri (su Massimo Trespidi, costretto a una corsa solitaria al centro con “Liberi”). Cavanna nel 2020 si candidò come consigliere (ma ritirò il suo nome pochi giorni prima della presentazione delle liste) nella natia Ferriere con Antonio Agogliati (ex senatore di Forza Italia). Il richiamo della politica è sempre stato molto forte, questa potrebbe essere la volta buona. E per il centrosinistra sarebbe un candidato, di peso, conosciuto da qualsiasi piacentino.

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