Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

Civici sì, ma fino al voto

i sindaci del centrodestra. Sotto, Federico Beccia

A neanche due mesi di distanza dalle Elezioni Amministrative che hanno confermato o rinnovato la guida di una trentina di comuni piacentini, il reale “civismo” di alcuni sindaci viene disvelato. È bastato il primo incontro tra gli amministratori, durante la Conferenza socio sanitaria, riunitasi in Provincia nei giorni scorsi. Seduta mai iniziata, a causa delle polemiche tra centrodestra e centrosinistra sull’elezione dei vertici della Conferenza.

Scena particolare quella che i cronisti hanno potuto vedere in Provincia. In una sala dell’ente si sono riuniti tutti i sindaci del centrosinistra. Nella sala Garibaldi, invece, il presidente della Provincia e sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri indottrinava i colleghi amministratori del centrodestra. Una ventina di qui e una ventina di là, con la maggioranza che però è in mano al centrodestra che può vantare di guidare i Federico Beccia-3comuni più popolosi del territorio.

Molti di questi però, in campagna elettorale, hanno preso le distanze dai partiti e delle aree di riferimento. Alcuni, con tessera Pd o Forza Italia in tasca, hanno fatto di tutto per smarcarsi. Fino al momento dell’elezione, perché poi si torna a ragionare, ovviamente, con i vecchi schemi. C’è da vergognarsi di appartenere a un’area politica di riferimento? Diversi sono stati quei candidati sindaci, poi divenuti “primi cittadini”, che telefonavano e mandavano mail alle redazioni dei giornali per giurare di non riconoscersi in alcun schieramento politico, e di avere nelle proprie liste candidati consiglieri di varia origine.

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Dopo due mesi, alla prima occasione utile, il velo è caduto. Allo spettacolo andato in scena in Provincia, con centrodestra e centrosinistra a litigare sui vertici della Conferenza, sono state contate solo tre eccezioni: Romeo Gandolfi di Fiorenzuola (però la Lega spesso lo “conta” tra i suoi e lui in determinate circostanze si professa leghista, in altre no), Marco Bricconi di Cadeo e Federico Beccia. «Avete visto – commenta col sorriso quest’ultimo - quanto sono “civici” i miei colleghi?». In effetti…

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (2)

  • E' la conseguenza della campagna d'odio che sta imperversando nella italica politica, ad opera di CHI non sa perdere. Torniamo ai tempi di Peppone e Don Camillo, per favore!

  • Filippo Mulazzi si chiede “C’è da vergognarsi di appartenere a un’area politica di riferimento?”. Fino a poco fa sarei stato tentato di rispondere con un sonoro sì a questa corretta e comprensibile domanda, ma poi, dopo aver letto questo bell’articolo (dal quale ho anche appreso di quel buffissimo primo incontro tra gli amministratori che nei giorni scorsi in Provincia si sono “riuniti” in ben due sale distinte:  una per gli amministratori del centrosinistra, una per gli amministratori del centrodestra), ho pensato che molti politici si siano sentiti spinti a infiltrarsi nelle liste civiche, non tanto per la vergogna di dichiararsi quali appartenenti a certi partiti politici, quanto per la necessità di mascherarsi, in un maldestro tentativo di cercare di riguadagnarsi una sorta di nuova verginità politica

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