Uccellacci e uccellini

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Forza Italia dice “no” a Trespidi candidato sindaco. Pronto Callori

La "base" di Forza Italia non vuole l'ex Massimo Trespidi. Gli azzurri provano a giocare la carta del vicesindaco di Caorso. Ma anche Gloria Zanardi e Mauro Saccardi scalpitano, mentre Putzu manda a quel paese alcuni forzisti

Trespidi e Callori

Nella confusione che regna in Forza Italia c’è una certezza: ben pochi vogliono come candidato a sindaco del centrodestra Massimo Trespidi. L’ex presidente della Provincia – ex Forza Italia e Pdl – gode della stima di tanti militanti della Lega Nord e sarebbe visto con favore dai civici, oltre che da tante persone orientate verso il centrodestra. Ma è proprio il suo ex partito che chiude la porta in faccia a una sua possibile leadership. L’ipotesi Trespidi viene ritenuta da molti addetti ai lavori come la più vincente del centrodestra: amministratore navigato, in grado di raccogliere voti nel mondo cattolico (nella nostra città tradizionalmente più vicino al centrosinistra) e perfino popolare tra i giovani, grazie alla sua professione di insegnante. Ma queste riflessioni sono prese in considerazione da Forza Italia fino ad un certo punto. Prevale infatti l’astio nei suoi confronti, risultato di alcune incomprensioni dei tempi del mandato in Provincia e dello scioglimento del Popolo della Libertà. Difficile, per il centrodestra, poter candidare il docente senza la condivisione della sua candidatura da parte di Forza Italia. 

Proprio nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra i vertici del partito e i militanti “azzurri” più attenti al futuro della città. Il clima non deve essere stato dei migliori alla cena. Scorrendo il profilo Facebook del consigliere comunale Filiberto Putzu si può comprendere che l’unità di Forza Italia è molto lontana, a dispetto delle dichiarazioni di facciata della segretaria provinciale e regionale. «Non c’è cosa peggiore – scrive Putzu - dell'ignoranza accompagnata dalla presunzione. Io non riesco più a tollerare né la vicinanza né il rapporto con soggetti che hanno queste caratteristiche, glielo devo dire che sono presuntuosi ed ignoranti, non riesco più ad esimermi dal farlo, non riesco più a sopportarli, mi farò dei nemici ma gli dico quel che va detto. Bisogna farlo, dobbiamo farlo tutti, c'è ormai pieno di gente che non vale nulla e che non se lo sente mai dire...Basta con il buonismo e la sopportazione, perché essere "superiori" davanti a dei coglioni?».

Mentre volano gli stracci all’interno del partito, si chiude la porta a Trespidi e si cerca una forte personalità estranea alla partitocrazia locale. L'idea è candidare una persona conosciuta, ma che non si sia mai impegnato attivamente in politica. Ma occorre anche un piano B, perché di profili importanti provenienti dal mondo imprenditoriale o dirigenziale al momento non ve ne sono. Ci vuole un "politico" pronto a raccogliere la sfida. Dentro al partito si preferirebbe portare avanti i due leader forzisti. C'è chi pensa infatti a Jonathan Papamarenghi, sindaco di Lugagnano. Ma quest’ultimo dovrebbe far cadere il proprio Comune: potrebbe magari risultare più utile spendere la sua candidatura a presidente della Provincia alle prossime Elezioni a suffragio universale. Più percorribile l’ipotesi Fabio Callori: l’ex sindaco di Caorso, ora vice, è il candidato preferito all’interno del partito. Anch’egli amministratore non di primo pelo, potrebbe essere lui l’alfiere del centrodestra. Al momento non si sono palesati particolari veti sulla sua candidatura. Callori rimane una carta spendibile, dopo aver sfiorato il seggio da consigliere regionale nel 2014.

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Ma anche altri scalpitano: Gloria Zanardi ogni giorno dice la sua su questioni cittadine, pur essendo impegnata come consigliere comunale di Ottone. E anche Mauro Saccardi ambisce ad essere un possibile candidato, avendo trovato qualche sponda perfino nella Lega Nord. E perché no, volendo ci sarebbe anche un ritorno: quello di Carlo Mazzoni. La matassa va ancora sbrogliata, ma se non saltasse fuori il nome di nessun imprenditore o professionista, Callori sarebbe pronto a correre, togliendo proprio la chance di guidare il centrodestra al maratoneta per eccellenza della politica piacentina: Massimo Trespidi.

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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