Irpef invariata per i piacentini: «Abbiamo fatto gli spacconi...»

Il “Corriere della Sera” in un articolo approfondisce la scelta dei comuni italiani di aumentare o non aumentare l’aliquota di Irpef. Una buona parte degli enti non ha la possibilità di farlo, perché ha già raggiunto, da tempo, la quota massima. Il capoluogo Piacenza è tra quei pochissimi comuni (solo 57 in Italia) che hanno già deciso – non senza polemiche – di non toccare nulla e lo hanno comunicato al Ministero delle Finanze. Mancano ancora all'appello, però, 4200 municipi. Tra cui molti comuni piacentini: praticamente tutti quelli che avevano le Elezioni Amministrative lo scorso 26 maggio.

Su questo tema il centrodestra ha rischiato di sfaldarsi: eppure nel programma elettorale del 2017 era scritto a chiare lettere che non ci sarebbero stati aumenti delle tasse e dei tributi locali. Quanto promesso, al momento, è stato rispettato. Un motivo in più per vantarsi nei confronti dei propri elettori? Macché, nella maggioranza non si è ancora convinti di quella decisione (come su tante altre questioni). «Piacenza resta tra i 57 – ha scritto in un post sui social Michele Giardino del Gruppo Misto - che preferiscono resistere col coltello tra i denti e fare i salti mortali per riuscire a sostenere e a quadrare le spese correnti. Perché “la destra non aumenta le tasse”. Come se le migliaia di comuni che lo hanno fatto, fossero tutti di sinistra! Ma il bello è che a Piacenza la decisione di aumentare le aliquote era già stata presa, e proprio dalla precedente amministrazione di sinistra. Invece noi - con lo Stato che ormai trasferisce solo le briciole - abbiamo fatto gli spacconi, annullando quella decisione. Mah! Vedremo». Ahia, non c'è proprio modo di andare d'accordo tutti insieme. 

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