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Domenica, 22 Maggio 2022

«Prima i piacentini», ma non quando si tratta di lavorare per il Comune

«Prima i piacentini» è il (fortunato) slogan della maggioranza nel capoluogo, traduzione locale del motto nazionale della Lega. Vale per le case popolari – il nuovo regolamento è stato approvato in commissione ed è attualmente in discussione in Consiglio comunale –, ma non quando si tratta, per l’ente, di offrire lavoro. Quando il Comune di Piacenza propone un bando, c’è molta poca Piacenza che partecipa e che si vede assegnare un incarico. Gli ultimi casi che arrivano dalle cronache politiche degli ultimi tempi lo dimostrano: il Centro Pasti di La Verza al centro delle contestazioni delle mamme è reggiano (ma questa è un’eredità del passato). Il secondo lotto – per sfalciare l’erba nella zona est della città – è andato a una ditta di Cremona. Chi cura il sito internet del Comune dedicato al dialetto piacentino arriva da Fidenza. Il Gola Gola Festival in salsa piacentina è organizzato da un’agenzia di Parma. E si potrebbe andare ancora avanti…(il canile municipale gestito da un consorzio di Rovigo, ad esempio). Certo, son tutti bandi pubblici con regole e vari crismi a cui tutti possono partecipare. Mancano però i piacentini che partecipano. Prima i piacentini sì, ma non a lavorare per il Comune.

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