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Se basta un déhor per spaccare il centrosinistra

Mentre si complica la scelta del candidato a sindaco emergono divergenze anche sull'arredo urbano in piazzetta Plebiscito

È bastato un “déhor” per spaccare l’unità del centrosinistra? C’è da sperare che non sia davvero così, però quanto successo in questi giorni sembra sintomatico delle difficoltà di coesione tra tutte le anime della sinistra locale.

Il primo sparo l’ha dato Luigi Rabuffi. È stato il consigliere di “Piacenza in Comune”, tramite una “pepata” mozione, ad andare contro la struttura esterna che il locale “Twin Fish” sta facendo installare in piazzetta Plebiscito. Inutile nascondersi: il locale in questione, aperto non molto tempo fa, vede impegnati come imprenditori Mario Coppellotti e Paolo Molinaroli, quest’ultimo compagno della consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi. Che fa parte di quell’ormai ristretto - dopo un paio di defezioni - ventaglio di nomi di possibili candidati a sindaco del centrosinistra alle prossime Elezioni Amministrative.

Il dehor non piace alla sinistra “più sinistra” di “Alternativa per Piacenza”. Il consigliere Rabuffi e gli altri, con l'aggiunta di Legambiente a condannare l'installazione (i suoi più autorevoli attivisti fanno parte del lungo percorso di ApP). Rabuffi addirittura chiede «un percorso di partecipazione». Gli esponenti e simpatizzanti del Partito Democratico, invece, difendono la posizione del ristorante, la volontà di riqualificare la piazzetta in preda al degrado e reputano “ingenerose” le critiche esternate sui social alla vicenda.

Insomma, è bastato il déhor per far riemergere il fantasma della sinistra piacentina, che presenta un’idea di città molto variegata. Nuovo ospedale, piazza Cittadella, centro storico, mobilità, sanità, e si potrebbe andare avanti per un po’. D’altronde lo stesso tavolo di “Alternativa per Piacenza”, dopo un anno di incontri, non ha ancora sviluppato un vero e proprio “programma cAlternativa per Piacenza sede Pd-2omune” in merito alle grandi partite che riguardano la città. Finché si discute di legalità (vicenda Caruso), diritti civili, ambientalismo-qualità dell’aria, tutti d’accordo. Ma sulle questioni più spinose che avevano già diviso la maggioranza a sostegno di Paolo Dosi, i pensieri all’interno della coalizione non sono per niente univoci. Basta interrogare i diretti protagonisti o rileggere i loro ultimi interventi pubblici.

Qualche tempo fa avevamo posto ai consiglieri comunali del centrosinistra un quesito:un centrosinistra così largo e aperto può davvero costruire qualcosa, nell’eventualità di guidare la città tra sei mesi? O rischia di essere "L'Unione" del 2006 di Romano Prodi - oggi a Piacenza per presentare il suo libro con Pier Luigi Bersani - che metteva insieme partiti e persone che non potevano andare d'accordo? Ripresentiamo la questione, proprio mentre la scelta del candidato sindaco si complica.

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