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Tarasconi si candida solo se nel Pd tutti remano dalla stessa parte

La consigliera regionale avrebbe dettato alcune condizioni al Pd, nel caso fosse lei la portabandiera del centrosinistra alle elezioni

Il rischio di ripetere alle Comunali il disastro del 2017, quando il centrosinistra vinse in un solo seggio elettorale (su un centinaio), si potrebbe materializzare se non si trova al più presto un candidato sindaco all’altezza del compito. Per evitare di paracadutare un civico, dal cielo, all’ultimo istante - come il professor Paolo Rizzi cinque anni fa - in molti, in questi giorni, stanno chiedendo a Katia Tarasconi di mettersi in gioco.

La consigliera regionale ha dato la sua disponibilità, ma non è convinta di questa scelta. Soprattutto teme che nel partito non tutti abbiano voglia di remare nella stessa direzione. Per questo avrebbe dettato alcune condizioni, nel caso fosse lei la portabandiera del centrosinistra alle elezioni. Occorre, al suo fianco, una coalizione veramente unita. E, soprattutto, a sostenerla, dovrebbero essere tutte le anime (correnti) del suo partito, il Pd.

«Non vuole combattere guerre interne», si lascia scappare chi è vicino a lei. «Le forze che ha, vorrebbe impegnarle in una campagna elettorale leale contro un avversario forte come Patrizia Barbieri. La condivisione sul suo nome dovrebbe essere “vera e sincera”». Proviamo a tradurre noi la richiesta che avrebbe fatto Tarasconi al suo partito: tutti devono impegnarsi in questa sfida. Anche quelli (anzi, quelle) con i quali non c’è mai stato grande feeling. Come l’ex assessore regionale Paola Gazzolo o la deputata Paola De Micheli.

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