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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Viabilità, la "nuova" sicurezza richiesta dalle frazioni

Dopo una prima ricognizione nelle frazioni di Piacenza, emerge un dato: l’esigenza di sicurezza non riguarda più i furti nelle abitazioni, ma la mobilità

È sparito il tema della sicurezza dalle frazioni di Piacenza. Cinque anni fa a Gerbido, Roncaglia, Pittolo, Mucinasso e nelle altre località, si chiedeva a gran voce la manutenzione delle strade e dei marciapiedi - ma in linea generale un po’di tutto - e lo “stop ai furti”, alias una maggiore sicurezza, che si poteva tradurre solo in due modi: posizionamento o ampliamento dei sistemi di videosorveglianza e una presenza più costante della Polizia Locale nelle ore diurne.

L’esigenza di una maggior “cura” delle strade e degli spazi pubblici resta, come hanno raccolto i nostri cronisti Leonardo Trespidi e Linda Dotelli, effettuando una ricognizione dei bisogni delle frazioni. Si reclama attenzione alla potatura delle piante, alla pulizia delle aree comuni, alla sostituzione di arredi urbani rotti o particolarmente vissuti, come panchine e giochi per bambini. Poi un asfalto in condizioni ottimali (troppe le buche), che si tratti di provinciali, vie o camminamenti.

Sotto silenzio passa invece la sicurezza. I casi possono essere molteplici, magari in concorso tra loro. La situazione è migliorata, grazie agli interventi del Comune, alla mobilitazione generale (vedi prevenzione truffe, gruppi di vicinato) e alla pandemia, che ci ha costretto a diventare sempre più sedentari e attenti a quello che succede. Oppure, ci si è assuefatti alle condizioni attuali. O ancora, l’esperienza Covid-19, oltre a rallentare nei periodi di totale o parziale lockdown le attività criminali, ha indotto un’altra percezione delle priorità, portando in primo piano questioni prima lasciate sullo sfondo.

Ora si vorrebbe migliorare un po’ la qualità della vita. Si vorrebbe vivere, nel senso pieno del termine, l’ambiente circostante: aree verdi, luoghi sociali, punti di aggregazione. In questo senso pesa, soprattutto agli anziani, la sparizione dei negozi di prossimità, grandi assenti – salvo a Montale – dal panorama extra periferico cittadino. Ma sul commercio si può fare ben poco.

Seguendo questa traccia, emerge un punto comune nella serie di interviste raccolte tra gli abitanti delle frazioni: le auto corrono troppo veloci e i camion inquinano e sporcano. I mezzi pesanti rendono pericolose le strade. L’intensità del traffico, in certi casi, pure. Le misure di contenimento del fenomeno (dossi) o dedicate a ciclisti e pedoni (come strisce pedonali, marciapiedi, ciclabili) sono insufficienti. Ci sono la preoccupazione e i riferimenti a incidenti stradali, problematica certo non secondaria nella nostra provincia.

Chi popola le frazioni vorrebbe essere collegato in sicurezza con la città, così da raggiungerla in bicicletta. Per alcuni è un “suicidio” percorrere il chilometro che li divide dal capoluogo. Altri sottolineano che “ci vuole coraggio”. A Borgotrebbia - dove nessuno ha mancato di evidenziare il problema – c’è chi lamenta che si dovrà “aspettare il morto” prima che si faccia qualcosa.

La sicurezza richiesta ora è un’altra e guarda soprattutto alla strada.

PROBLEMI, DISAGI E BISOGNI DELLE FRAZIONI DI PIACENZA: a questo link tutti gli articoli

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