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26 dicembre: cosa si può fare e non fare a Santo Stefano e quando serve l'autocertificazione

Oggi valgono le regole della zona rossa e sarà possibile muoversi per ragioni di lavoro, salute o necessità. Ci sono però le deroghe per andare a trovare parenti e amici

Oggi, 26 dicembre, l'Italia è nel suo terzo giorno di zona rossa proclamata dal governo Conte con il decreto legge 172/2020. In tutta Italia valgono le stesse regole della stretta ma come nel giorno di Natale sarà possibile muoversi per ragioni di lavoro, salute o estrema necessità, fare una passeggiata da soli o recarsi a casa di un parente o di un amico per una visita in due persone più gli under 14 e le persone non autosufficienti. Queste regole valgono fino al 27 dicembre, mentre a partire dal 28 varranno quelle della zona arancione: negozi aperti tranne ristoranti e bar e (relativa) libertà di movimento. 

26 dicembre: cosa si può fare e non fare a Santo Stefano

Nei giorni scorsi sono intanto scattati i controlli delle forze dell'ordine: sono state 81.885 le persone controllate nel giorno della Vigilia di Natale - il primo dei dieci giorni rossi previsti dal decreto del 18 dicembre - nell'ambito delle verifiche per il rispetto della normativa anti covid. Le sanzioni sono scattate per 826 persone , ovvero l'1,01% dei controllati, mentre altre 7 sono state denunciate per aver violato la quarantena. Sono invece 13.771 le verifiche effettuate sugli esercizi commerciali,14 dei quali sono stati chiusi. Nella zona rossa, di regola: 

  • tra i negozi sono aperti: supermercati, edicole, tabaccherie, esercizi di beni alimentari e di prima necessità, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri (ma oggi è un giorno festivi e quindi la gran parte di questi sono comunque chiusi);
  • sono chiusi tutti gli altri tipi di negozi, compresi i centri commerciali, i bar e i ristoranti (ma sono possibili l'asporto e la consegna a domicilio); 
  • sono consentiti gli spostamenti per ragioni di lavoro, salute, estrema urgenza e necessità;
  • è consentita dalle ore 5 alle ore 22 la visita ai parenti o agli amici al massimo per due persone ma nel conto non rientrano under 14 e persone con disabilità. 

Il governo ha consentito anche lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti dal 21 al 6 gennaio, anche tra comuni/regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste.

Il governo ha inoltre chiarito in una faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi che il rientro a casa "dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5.00 e le 22.00 (il 1° gennaio 2021 tra le 7.00 e le 22.00), sia nei giorni “rossi” che in quelli “arancioni”. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22.00 e le 5.00 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute". Le famiglie che si spostano nelle seconde case possono viaggiare in una macchina. Se una coppia fa visita a parenti e amici nella seconda casa può fermarsi a dormire. All’interno delle case non possono esserci divieti, soltanto raccomandazioni. Restano consentiti gli incontri tra i coniugi e i partner che vivono separati per motivi di lavoro se il luogo per il ricongiungimento è quello in cui c'è residenza, domicilio o abitazione. E sono consentiti anche gli spostamenti dei genitori separati, che possono andare a trovare i figli anche in un'altra regione o all'estero. 

Autocertificazione: il modello autodichiarazione in pdf da scaricare

Autocertificazione per gli spostamenti e pernottamento a casa degli amici

Ieri il bollettino della Protezione Civile ha riportato oltre 19mila casi, altre 459 vittime in 24 ore e soprattutto un rapporto tra positivi individuati e tamponi effettuati che torna a salire al 12,5%, tre punti in più di giovedì. Gli italiani sembrano comunque rispettare le restrizioni introdotte con il decreto del 18 dicembre che ha trasformato tutta Italia in zona rossa per le festività. Non proprio tutti: una maxi rissa in pieno centro ad Ercolano ha visto protagonisti decine di giovani che si sono rincorsi e picchiati fino all'arrivo delle forze di polizia. Per gli spostamenti oggi, come nel giorno di Natale, serve l'autocertificazione: si può utilizzare quella che risale a ottobre 2020 scaricabile sul sito del ministero dell'Interno e in essa va indicato che lo spostamento è determinato da:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Proprio quest'ultimo punto è quello da barrare nell'autocertificazione se ci si sta spostando per andare a casa di amici, aggiungendo nelle righe successive l'indirizzo di partenza e quello di destinazione ma, per motivi di privacy, non il nome della persona che si va a visitare.

Cosa posso fare il 26 dicembre a Santo Stefano?

Con le deroghe introdotte dal Dl 172/2020 18 dicembre il governo ha permesso di andare a casa degli amici e il pranzo con loro, così come il pernottamento a casa ma non la possibilità di rientrare nella propria abitazione durante le ore del coprifuoco, ovvero dalle 22 alle 5 del mattino. Chi viola le disposizioni della zona rossa rischia in primo luogo una multa da 400 a mille euro.

Cosa è possibile fare quindi il 26 dicembre a Santo Stefano, così come in tutti gli altri giorni in cui è in vigore la zona rossa? Si può uscire per andare a fare una passeggiata, fare sport individuale, portare a spasso il cane; si può uscire per andare a casa di un amico o di un parente per il pranzo di Natale 2020 e trattenermi lì fino al momento in cui devo tornare a casa (il coprifuoco scatta alle ore 22); si può uscire per andare a casa di un amico o di un parente e passare la notte lì, tornando a casa dopo le 5 del mattino quando non è più in vigore il coprifuoco; si può uscire andare a messa, possibilmente nella chiesa più vicina. 

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