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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Lupi all'assessore Gazzola: «I processi si fanno in tribunale, non sui giornali»

L'avvocato piacentino replica alle dichiarazioni dell'assessore al Bilancio e Legalità del Comune di Piacenza circa la vicenda dei due dipendenti comunali

«Leggo con estremo rammarico le dichiarazione dell'assessore al Bilancio e Legalità del Comune di Piacenza, Luigi Gazzola nel ritenere una intervista giornalistica come un tentativo di condizionare l'esito di un giudizio. I processi si fanno in tribunale e non sui giornali, dove il diritto di cronaca è libero sia per il Comune sia per le parti avverse. Nessuno ha messo in discussione il Comune di avere agito nella illegalità a differenza delle azioni poste da quest'ultimo nei confronti dei dipendenti che si sono trovati a lavorare senza sapere di avere in corso una indagine di polizia giudiziaria. Come può un dipendente lavorare con serenità in questo clima, saranno gli inquirenti a darne risposta».

Lo afferma in una nota l'avvocato piacentino Gianmarco Lupi, in riferimento alle dichiarazioni dell'assessore Gazzola circa la vicenda dei due dipendenti comunali, recentemente sottoposti a procedimento disciplinare per aver costituito e gestito un’attività commerciale senza la necessaria autorizzazione dell’ente, e intenzionati di denunciare per stalking il Comune di Piacenza. Gazzola infatti aveva dichiarato: «Stupiscono le posizioni assunte sulla stampa in ordine ai dipendenti comunali (un agente di polizia municipale e un’impiegata dell’Anagrafe) sottoposti a procedimento disciplinare per aver costituito e gestito un’impresa di pompe funebri, per di più senza autorizzazione. L’accusa di commettere il reato di stalking nei loro confronti da parte del Comune, loro datore di lavoro, che sta semplicemente applicando la legge, potrà essere oggetto di valutazione delle competenti autorità. Colpiscono altresì le dichiarazioni del legale patrono dei dipendenti per l’assenza di quell’equilibrio, discrezione e riservatezza che la professione imporrebbe, nonché per i contenuti che entrano nel merito di vicende nel delicato momento in cui sono al vaglio giudiziale, quasi da far ipotizzare di volerne condizionare l’esito».

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