«Novate, risolto il sovraffollamento. Ora bisogna garantire ai detenuti il diritto allo studio»

Visita alle Novate dei sottosegretari di Stato alla Giustizia e all'Istruzione, Cosimo Maria Ferri e Roberto Reggi: «Abbiamo risolto il problema del sovraffolamento, ora bisogna puntare al recupero dei detenuti con corsi di formazione professionale e istruzione personale». Entro un mese il progetto dovrà arrivare al Ministero

I sottosegretari Roberto Reggi e Cosimo Maria Ferri

Visita dei sottosegretari di Stato alla Giustizia e all’Istruzione, Cosimo Maria Ferri e Roberto Reggi alla casa circondariale delle Novate. L’incontro conoscitivo della realtà piacentina, preceduto da un colloquio dei rappresentanti del Governo con la direttrice Caterina Zurlo, ha riguardato il tema della scuola e della formazione professionale all’interno del carcere, con riferimento anche al Protocollo d’intesa sottoscritto dai Ministeri della Giustizia e dell’Istruzione, sul “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli istituti penitenziari”. Al tavolo di lavoro presenti il garante per i diritti delle persone private della libertà Alberto Gromi, il prefetto, Anna Palombi, il questore Calogero Germanà e le autorità piacentine.

«Il protocollo d'intesa - ha esordito il sottosegretario Reggi - non ha ancora avuto un'attuazione definitiva, ma ora basta teoria: è importante garantire il diritto allo studio ai detenuti, ed è un’occasione di formazione professionale che sarà utile anche per evitare che, una volta rimessi in libertà, ritornino a delinquere»​.

La presentazione dell'iniziativa parte dalla conclusione del progetto di umanizzazione della vita in cella, una volta archiviato, a quanto pare, il problema del sovraffollamento: la situazione è stata appianata grazie alla costruzione di un nuovo padiglione. «Prima c'erano tre detenuti per cella - spiega Cosimo Ferri - ma ora che questo problema è stato risolto, bisogna pensare a rieducare, perché quando un processo come questo funziona, diminuiscono i tassi di recidiva. Si garantisce sicurezza ai cittadini anche grazie a questo percorso perché l’istruzione è la base di tutto. L’obiettivo è quello di cercare una realtà imprenditoriale interessata a investire in questo progetto».

All’interno del carcere è già presente un istituto agrario che può essere integrato con altri istituti scolastici. Continua Ferri: «Si possono formare i detenuti sull’agricoltura, sulla meccanica e sull’alimentazione in vista anche di expo 2015. C’è inoltre un progetto che coinvolgerà persone del mondo della letteratura o del cinema: il detenuto, affiancato da uno scrittore o da un tutor, potrà cimentarsi nella lettura e nella scrittura che permetterà loro di ottenere un senso di libertà. Non bisogna inoltre dimenticare le vittime o le persone offese a causa dei reati commessi da questi detenuti, e questo progetto può esprimersi anche in un confronto con la società per far capire loro i propri sbagli»​.

Anche l’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini ha espresso il massimo interesse per questa iniziativa: «E' stato un incontro rivolto al massimo senso pratico, e in meno di un mese sarà presentato il progetto. E' necessario quindi eliminare le iniziative estemporanee. Le celle - conclude - restano aperte per 8 ore al giorno, è dunque fondamentale riempire questi “spazi” attivando laboratori artigianali che diano abilità professionale».

Questo progetto ambizioso è appoggiato dall’amministrazione comunale e dal sindaco Paolo Dosi : «Il comune parteciperà a questo processo di rieducazione e avrà un ruolo di intermediazione tra il carcere e le imprese».

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