A Grondone fiaccolata, preghiere e lanterne volanti per onorare la “Madonna degli Amici”

Una serata nel ricordo dell'arcivescovo di Modena monsignor Antonio Lanfranchi, originario di Grondone, scomparso qualche mese fa

Anche quest’anno in tanti hanno partecipato alla fiaccolata che dall’Oratorio raggiunge il piccolo sacello della “Madonna degli Amici” sul piazzale della chiesetta di Grondone. Dina usciva da una lunga convalescenza a seguito di incidente stradale nei pressi della Besurica. La guarigione e la conseguente ripresa di tutte le proprie attività quotidiane la portarono a  far erigere sul piazzale della chiesa di Grondone, un segno di riconoscenza alla Madonna con  dedica ai tanti amici che le erano  e le sono vicini. Da allora, due volte l’anno, a maggio per la festa della mamma e a agosto, Dina promuove incontri aperti alle persone che ritrovandosi in quel luogo vogliono pregare e ringraziare la Madonna per il bene che ognuno riceve.

Per tanti anni alla “fiaccolata” che partendo dall’Oratorio di Grondone Sotto, raggiunge la chiesa attraverso la vecchia strada che portava alla scuola, ha sempre partecipato anche mons. Antonio Lanfranchi, alunno della maestra Dina proprio nella scuola della frazione. Purtroppo quest’anno mons. Antonio non c’è più e all’Oratorio, testimone della crescita del piccolo Antonio,  la cugina Cristina Malchiodi ha mostrato un quadro raffigurante il compianto amico Vescovo. La lunga fiaccolata guidata dal parroco don StefanoGarilli e con la partecipazione di diversi altri sacerdoti,  del Sindaco Giovanni Malchiodi, di tanti amici e naturalmente della stessa Dina, ha raggiunto la chiesa lungo un suggestivo percorso illuminato da fiaccole e “dominato” dalla recita del rosario e con una doverosa “tappa” davanti all’ex edificio scolastico. Sul piazzale della chiesa  l’omaggio al sacello della Madonna con protagonisti soprattutto i bambini che hanno espresso devozione con canti e con preghiere.

La serata è proseguita  con un momento conviviale nei locali della vecchia osteria di “Alfredo” (papà di Dina), con canti di montagna di giovani del territorio e alzando al cielo alcune suggestive  lanterne volanti  ben controllate fino a quando hanno  planato  lentamente al suolo. 

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