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Cronaca

A Madre Anna Maria Cànopi il prestigioso premio "Antonino d'Oro 2015"

Il Capitolo dei Canonici della Basilica di Sant'Antonino lo ha annunciato in occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù, giorno in cui il presbiterio diocesano si riunisce insieme al proprio vescovo Gianni Ambrosio

In occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù, giorno in cui il presbiterio diocesano si riunisce insieme al proprio vescovo Gianni Ambrosio, il Capitolo dei Canonici della Basilica di Sant'Antonino annuncia che ha deciso di assegnare a Madre Anna Maria Cànopi, Abbadessa e fondatrice dell’Abbazia “Mater Ecclesiae” sull’Isola di San Giulio (Novara), il prestigioso premio "Antonino d'oro 2015".

LE MOTIVAZIONI - Il conferimento del premio vuole essere un segno di stima e di gratitudine nei confronti di una donna di origine piacentina, che con gioia ha saputo accogliere il dono della vocazione monastica e che, ancora oggi, lo vive con singolare passione, intelligenza, fedeltà e umiltà. Nel corso degli anni è diventata “madre spirituale” di tantissime persone, da lei guidate attraverso le sue numerose pubblicazioni di carattere biblico e patristico, il servizio della predicazione della Parola di Dio e  l’accompagnamento personale. La sua testimonianza di vita è particolarmente preziosa perché capace di mostrare il cuore e la bellezza della missione monastica: stare alla presenza di Dio per il bene di tutti, attingendo da Lui la grazia che rende capaci di amare l’altro fino a dare la propria vita . Dalle parole e dal volto di Madre Cànopi emerge chiaramente come la ricerca di Dio, quando vissuta autenticamente, è sempre sorgente di libertà e di bellezza. Inoltre, che è possibile gustare il silenzio senza temerlo, se inteso come spazio abitato dalla presenza buona di Dio. Per noi che viviamo immersi nella cultura dell’ inflazione della parola e del primato dell’apparire sull’essere, la sua vita può essere intesa come un tenero ma fermo richiamo a riconoscere che “nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali della vita” (D.Bonhoeffer). 

Pur conoscendo la riservatezza di Madre Cànopi e la sua totale estraneità a ogni forma di protagonismo personale, abbiamo ritenuto opportuno attribuirle questo prestigioso riconoscimento per esprimere stima e gratitudine nei confronti della sua persona, ma anche per richiamare l’attenzione dei piacentini alla presenza nella nostra città di numerose congregazioni religiose, tra le quali due comunità femminili di vita claustrale, come una bella risorsa a disposizione di tutti, credenti e non credenti.

Il conferimento del premio avviene nell’anno dedicato da papa Francesco alla vita consacrata. E’ un segno quindi orientato a esprimere anche una sincera e dovuta gratitudine a tante religiose e religiosi piacentini e provenienti da altri luoghi che, nulla anteponendo all’amore di Cristo, hanno contribuito e continuano a collaborare fattivamente, in modi differenti ma complementari, alla realizzazione del bene comune di coloro che vivono sul nostro territorio. Il premio “Antonino d’oro”, giunto alla 29^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla  Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio sabato 4 luglio p.v. nella Basilica Sant’Antonino a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.

LE CONGRATULAZIONI DI DOSI - “L’Antonino d’oro rappresenta, per la comunità piacentina, un tributo particolarmente significativo alle doti e al percorso di vita delle personalità che, anno dopo anno, vengono insignite di questo premio. Per questo, esprimo a madre Anna Maria Canopi le più vive felicitazioni per la designazione a ricevere il riconoscimento in occasione della prossima festa patronale”. Il sindaco Paolo Dosi, appresa la notizia dell’attribuzione dell’Antonino d’oro alla religiosa, fondatrice dell’Abbazia Mater Ecclesiae, rimarca “il messaggio di accoglienza e apertura al mondo che arriva, grazie anche alla testimonianza di fede di madre Canopi, dal monastero benedettino dell’isola di San Giulio, in un legame forte anche con altre realtà tra cui quella cittadina di san Raimondo. Il conferimento di questo premio valorizza, nella nostra quotidianità frenetica, il senso profondo della ricerca, della spiritualità, della riflessione e dell’umiltà nel mettersi a servizio del prossimo”. 

LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

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