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Antonio Sanasi

Antonio Sanasi

«A Piacenza è nata la mia passione per la vita militare». Pontieri, Sanasi in congedo

Ricordando la propria esperienza, il pensiero va subito all’amico e collega Daniele Paladini: Daniele era un amico, dormivamo nello stesso alloggio e lavoravamo insieme. Una persona sempre attiva, gioviale e molto cordiale con tutti

«A Piacenza è nata la mia passione per la vita militare. Ho fatto un’esperienza indimenticabile e penso che sceglierei ancora questa professione che, tra l’altro, mi ha dato la possibilità di vedere mezzo mondo». Tanta nostalgia emerge dalle parole di Antonio Sanasi, Luogotenente dei Pontieri che a dicembre ha concluso la sua lunga carriera nell’Esercito. E anche lui, come molti altri militari, è diventato un po’ piacentino avendo svolto tutta la carriera nel 2° Reggimento del Genio. Arrivato da soldato di leva dalla sua Puglia, presentò domanda di rafferma, e cominciò così la vita con le stellette.

Ricordando la propria esperienza, il pensiero va subito all’amico e collega Daniele Paladini, il Maresciallo morto nel novembre del 2007 durante la missione in Afghanistan, in un attentato all’interno di un villaggio. «Quando arrivò la notizia rimasi incredulo. Poi prevalse una tristezza infinita. Daniele era un amico, dormivamo nello stesso alloggio e lavoravamo insieme. Una persona sempre attiva, gioviale e molto cordiale con tutti».

Sanasi ha svolto diversi incarichi, tra cui negli ultimi tempi quello di Sottufficiale di Corpo, in pratica il consigliere del comandante, oltre ad essere il rappresentante delle categorie dei sottufficiali e volontari. Ma ciò che gli resterà indelebile nella memoria sono le missioni fuori area. “La prima è stata in Bosnia, a Sarajevo, nel 2001 - racconta Sanasi - e poi non mi sono più fermato. Un momento emozionante è stato nel 2004 quando, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, il reggimento è uscito di nuovo dall’Italia ed inviato in Kosovo. «E’ stata una missione di peace-keeping importante - ricorda - abbiamo fatto tanto per quella popolazione: strade, edifici e scuole da riparare, campi gioco, sistemazione degli splendidi monasteri. Abbiamo riportato un po’ di fiducia e di serenità a chi aveva sofferto a causa della guerra». E ancora l’Afghanistan, dove, però, il contatto con la popolazione era limitato ed il lavoro dei genieri era soprattutto dedicato al mantenimento delle basi operative dei vari contingenti, anche se non sono mancate opere a favore degli afghani. E per queste missioni, Sanasi ha ricevuto anche riconoscimenti internazionali. Ma Sanasi, come tutto il 2° Pontieri, non è stato impegnato solo all’estero. In Italia, i genieri hanno portato aiuto per il terremoto in Abruzzo, per l’emergenza del Lambro, per l’alluvione nella città di Genova e per ultimo l’alluvione che ha devastato il nostro territorio.

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