Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

A Piacenza la cocaina che viaggiava nella pancia dei cani uccisi e squartati

Anche due stranieri residenti a Piacenza coinvolti nella maxi operazione della questura di Milano che ha fatto luce su un agghiacciante stratagemma per portare la droga in Italia. Denunciato un 23enne che abita a Piacenza per spaccio: faceva il corriere con 50grammi di coca ogni settimana

Importavano cocaina in Italia, utilizzando cani di grossa taglia. Nascondevano la droga negli animali praticando operazioni chirugiche, poi li uccidevano per estrarla. La polizia di Milano ha eseguito 75 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 57 maggiorenni e 18 minorenni, nella quasi totalità cittadini dell'America Latina, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di stupefacenti e detenzione di armi. La cocaina, dopo contatti diretti tra le organizzazioni e i cartelli colombiani e messicani, veniva confezionata in modo da sfuggire ai controlli di sicurezza, ed era inserita, con un'operazione chirurgica, nelle viscere di cani di grossa taglia. Gli animali all'arrivo in Italia venivano uccisi per estrarre la cocaina purissima nascosta nei loro corpi. I cani utilizzati erano principalmente di razza San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador.

Oltre agli arresti sono state eseguite nella provincia di Milano e in quelle di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Roma e Varese perquisizioni domiciliari a carico di soggetti orbitanti nell'ambito delle organizzazioni criminali oggetto d'indagine dove è stato sequestrato materiale di interesse investigativo. Nello stesso contesto sono stati denunciati in stato di liberta' 112 altri soggetti, rispettivamente 98 maggiorenni e 14 minori.

Tra tutti gli indagati ci sono anche due stranieri che vivono a Piacenza. Un 23enne dell'Honduras che abita nella zona di piazzale Torino e che è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. Periodicamente si recava a Milano in treno per acquistare 50 grammi di quella cocaina che era stata importata attraverso i cani. Poi tornava a Piacenza per immetterla sul mercato dello spaccio locale. Insieme a lui è finito nei guai, arrestato su ordinanza di custodia in carcere, un ecuadoriano di 22 anni che deve rispondere di due episodi di tentato omicidio. Infatti secondo la procura di Milano, il sudamericano - affiliato ai Netas - in un paio di occasioni si era recato a Milano per partecipare a dei regolamenti di conti nei confronti di appartenenti alla banda opposta dei Latin King.

L'indagine, eseguita dal commissariato di Milano 'Mecenate', ha coinvolto numerosi gruppi di giovani di origine sudamericana riconducibili al fenomeno delle cosiddette 'pandillas' di ispirazione latinoamericana, e segue una prima attivita' conclusa con 30 arresti nel febbraio del 2012. I cani, secondo quanto raccontato dagli inquirenti, venivano sottoposti all'operazione chirurgica in Messico. Quindi, una volta 'imbottiti' di cocaina purissima, confezionata in quattro panetti ben sigillati, venivano imbarcati nelle stive degli aerei destinati a raggiungere l'aeroporto di Milano Linate.

Sono 48 i viaggi documentati dalla polizia, per un giro d'affari di "alcuni milioni di euro". A gestire il traffico la banda sudamericana dei Latin King Chicago pronta a rivendere la cocaina a Milano e nell'hinterland sia all'interno della comunità che nelle scuole. Dalle intercettazioni emerge come il fenomeno del traffico fosse in crescita e come a collaborare con il gruppo ci fosse un narcotrafficante messicano, tutt'ora ricercato.
(fonte AdnKronos)

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