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Cronaca

«A Piacenza un registro sulle unioni civili? Una forzatura e un arbitrio»

Livio Podrecca (Giuristi Cattolici Italiani): una eventuale disciplina delle cosiddette unioni civili competerebbe solo alla legge dello Stato (non al Comune e neppure alle Regioni che in materia di diritto di famiglia e di stato delle persone non hanno alcuna potestà legislativa)

«Si apprende dalla stampa (Libertà del 10 ottobre 2013) che approderà all’aula ed al dibattito consigliare la proposta di istituzione, presso il Comune di Piacenza, di un re­gistro delle unioni civili. Tale registro avrebbe la finalità di formalizzare, non è dato sapere a quali fini, quelle convivenze che si svolgono, per l’appunto, di fatto ed al di fuori, quindi, di qualsivoglia formale impegno dei conviventi, per tale motivo prive di un ricono­scimento pubblico» Lo scrive, in una nota, l'avvocato piacentino Livio Podrecca, presidente dell'Unione dei giuristi cattolici italiani di Piacenza.

«In proposito, l’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza osserva che una eventuale disciplina delle cosiddette unioni civili competerebbe solo alla legge dello Stato (non al Comune e neppure alle Regioni che in materia di diritto di famiglia e di stato delle persone non hanno alcuna potestà legislativa). Tra gli elementi che la legge dello Stato dovrebbe, in tal caso, disciplinare, vi sarebbero non solo le modalità di riconoscimento delle unioni civili, ma anche i requisiti perché le stesse possano essere considerate tali».

«In assenza di un tale presupposto normativo, essendone ignoto, in senso tecnico, l’oggetto, l’iniziativa del Comune appare quindi essere in primo luogo una forzatura ed un arbitrio. Se, poi, dalla iscrizione a tale registro dovessero derivare per le coppie conviventi vantaggi ed agevolazioni in concorrenza con quelli riservati alle famiglie regolari, una tale iniziativa si porrebbe anche contro la famiglia, quella fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, l’unica riconosciuta dalla Costituzione».

«Ovunque istituiti, peraltro, con operazioni analoghe a quella, odierna, della Amministrazione Comunale piacentina, i registri delle unioni civili si sono rivelati poco o per nulla utilizzati e, in definitiva, del tutto inutili. Ciò che, nel perseverare di un tale intendimento, ne denota gli intenti meramente ideologici e propagandistici».

«In tempi di crisi economica, infine, di spending review, di aziende in crisi e di aumento della povertà, quali sono quelli che stiamo vivendo, il Comune non si perita di aumentare il proprio apparato burocratico e le relative spese. Su tali premesse, l’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza esprime con forza un parere ed un giudizio fortemente negativi rispetto ad una operazione che appare forzata, arbitraria, contro la famiglia, ispirata da mere e criticabili ragioni di propaganda ideologica, a spese dei già tartassati contribuenti».

«L’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza auspica che avverso una tale iniziativa si coalizzi una forte opposizione popolare e politica, a partire dalla buona volontà e dalla onestà intellettuale di quanti, laici e cattolici, pur militando nelle stesse forze politiche all’interno delle quali nasce la proposta, tengano purtuttavia alti gli ideali di un assetto sociale che nella sola famiglia, quella vera, trova l’insostituibile perno su cui fondarne l’ordine e le sorti».

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