A San Giorgio la prima ordinanza anti elemosina, il sindaco: «Si prenda esempio»

Per la prima volta in provincia è stata approvata un'ordinanza anti accattonaggio che vieta di chiedere soldi ai passanti pena una multa e la confisca del denaro raccolto. Il sindaco Tagliaferri: «La sicurezza è un diritto inalienabile. Abbiamo il dovere di ascoltare i nostri cittadini»

San Giorgio

Per la prima volta in provincia è stata approvata un'ordinanza anti accattonaggio che vieta di chiedere soldi ai passanti pena una multa e la confisca del denaro raccolto. Succede a San Giorgio ed è esecutiva dal 22 agosto per dieci mesi.  "Nelle vie del centro cittadino, presso le intersezioni stradali, agli ingressi dei mercati e centri commerciali e in altri luoghi dove maggiore è la concentrazione o il passaggio di persone, sono presenti soggetti che, spesso inducendo alla pietà popolare, richiedono denaro utilizzando lo strumento dell’accattonaggio anche in forma petulante e molesta tanto da generare lamentele e malumori da parte della cittadinanza, a volte accompagnati da animali, in condizioni disagiate anche igienico sanitarie e comunque tali da incutere timore ed apprensione nei cittadini", recita l'ordinanza.

«Giancarlo Tagliaferri-2I cittadini vanno ascoltati, questo è il compito dei sindaci. Io e la mia amministrazione lo abbiamo fatto e abbiamo cercato, con questa ordinanza di dare un segnale, di far capire loro: "Noi ci siamo". Il buonismo dilagante non lo accetta più nessuno, e anche quelle persone che sono state sempre molto tolleranti adesso si sono stancate: la sicurezza è un diritto inalienabile e se lo Stato può o vuole fare poco, allora tocca ai sindaci fare qualcosa in questa direzione. Abbiamo ascoltato i gruppi di vicinato presenti in paese, ci siamo confrontati e da loro è venuta questa richiesta. Di concerto con la polizia municipale e i carabinieri abbiamo redatto l'ordinanza che poi ha avuto anche il placet della Prefettura». Spiega il primo cittadino Giancarlo Tagliaferri. 

L'ORDINANZA - L'ordinanza vieta di chiedere l'elemosina "presso le intersezioni stradali, all’interno e in prossimità del mercato settimanale, davanti e in prossimità di luoghi di culto e del cimitero urbano, davanti o in prossimità degli ingressi delle attività commerciali, davanti o in prossimità di uffici pubblici, degli istituti bancari e postali". Si dispone che, qualora gli organi preposti accertino la presenza di persone dedite all’accattonaggio, si provveda all’identificazione delle stesse se munite di idonea documentazione: in caso contrario, si proceda all’accompagnamento presso la struttura di Pubblica Sicurezza più vicina per i necessari accertamenti", si legge sull'albo pretorio del comune della Valnure. Le sanzioni vanno da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro, ed è prevista anche la confisca del denaro raccolto, denaro che verrà versato sul conto corrente del Comune. 

«Il fenomeno dell'accattonaggio nel mio paese non è così dilagante come a Piacenza, ma non ci si deve nemmeno arrivare ai livelli della città: occorre agire prima, prima che si verifichino casi invasivi o violenti. Spero che questo atto sia d'esempio per tutti quei comuni che stanno affrontando una problematica simile. Nell'ordinanza non c'è niente di razzista, ma una volontà di ordine e sicurezza che abbiamo il dovere di restituire ai nostri cittadini. I carabinieri e gli agenti della polizia municipale avranno forse più lavoro ma avranno anche in mano uno strumento creato ad hoc: la possibilità di poter confiscare il denaro sicuramente porterà queste persone a pensarci due volte prima di estorcere insistemente soldi alle persone. Se fare qualcosa per la sicurezza dei propri cittadini è essere un sindaco sceriffo, allora ben vengano i sindaci sceriffi, ma ci vuole coraggio, ci vuole la voglia di metterci la faccia, e io non ho nessun problema a farlo». Conclude. 

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