«A San Giorgio oltre duemila cartelle esattoriali mai ritirate»

Cartelle di Equitalia e fermi amministrativi di auto: la segnalazione del consigliere comunale di San Giorgio Giovanni Bruzzi partita da un cittadino che ha subito un fermo amministrativo all'auto per una serie di cartelle mai viste prima d'ora

Sotto, Giovanni Bruzzi

Un’anomalia segnalata da un cittadino che si ritrova, a sua insaputa, un fermo amministrativo sulla propria auto per una serie di cartelle mai pagate. Così il consigliere comunale di minoranza Giovanni Bruzzi di San Giorgio Piacentino segnala un’anomalia che riguarda il paese della bassa Valnure, che merita un approfondimento. «Tra l'anno 2014 e il 2018 – spiega Bruzzi - l'Agenzia delle Entrate – Ufficio Riscossioni di Piacenza (ex Equitalia) ha depositato presso il comune di San Giorgio Piacentino 2.589 atti dei quali solo 396 sono stati ritirati dai destinatari. Ne rimangono quindi 2.193. Sono questi i numeri che mi sono stati comunicati dall'assessore Saltarelli in risposta ad una mia interrogazione. Decisamente troppi se consideriamo che la grande maggioranza dei cittadini quando si ritrova un avviso di deposito nella propria cassetta della posta, molte solertemente va a ritirare la notifica». Giovanni Bruzzi-3

Il consigliere comunale incalza ancora. «Tutto nasce dalla segnalazione di un cittadino che si ritrova, a sua insaputa, un fermo amministrativo sulla propria auto per una serie di cartelle mai pagate. Peccato che non abbia mai ricevuto nessun atto né avviso. Ricordo che chi circola con un mezzo sottoposto a fermo amministrativo è soggetto ad una pesante sanzione amministrativa ed a seri problemi con la propria assicurazione in caso di incidente. E se anche riuscisse a dimostrare di aver ragione perché la notifica è nulla, deve ricorrere a sue spese dinnanzi ad un giudice. Alla luce di quanto riportato di recente dalla stampa  riguardo a cartelle di Equitalia mai notificate in altri comuni ad ignari cittadini, con tanto di conseguenze nelle aule penali, ho ritenuto opportuno avvisare l'Agenzia delle Entrate auspicando un intervento in autotutela oltre, ovviamente, la competente autorità giudiziaria».

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