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La strada comunale che collega la SP52 alla SP586

La strada comunale che collega la SP52 alla SP586

A un mese dall'alluvione Lisore resta isolata: «Non vogliamo andarcene»

E' un piccolo borgo di 12 anime in Val d'Aveto e chiede aiuto per non morire. Ad un mese dalla terribile alluvione resta ancora isolato. Raggiungerlo è praticamente impossibile, perché la strada comunale che collega la SP52 alla SP586 non è percorribile: «Non vogliamo andare via»

Lisore, piccolo borgo di 12 anime in Val d'Aveto, chiede aiuto per non morire. Ad un mese dalla terribile alluvione che ha colpito Val Nure, Val Trebbia e la dimenticata Val d'Aveto, resta ancora isolato. Raggiungerlo è praticamente impossibile, perché la SP52 che collega Ruffinati a Selva di Cerignale non è percorribile. Lisore si trova proprio nel mezzo e le frane lo hanno tagliato fuori. Gli abitanti sperano nella messa in sicurezza della provinciale prima dell'arrivo dell'inverno. Il 19 settembre l’assessore all’Ambiente e alla Protezione civile Paola Gazzolo comunicava "un importante intervento per togliere dall’isolamento viabilistico la frazione di Lisore". Marino Raggi, abitante di Lisore, fa notare che, per ora, potrebbero almeno segnalare i punti in cui la strada è stata ingurgitata dalla frana perché avverte: "Ci potrebbe scappare il morto". Di notte è impensabile percorrerla e nemmeno in caso di nebbia. I cartelli che vietano il transito ci sono, ma loro per sopravvivere devono passare. 

Giorgio Pietro Bertelli, dipendente Sogin, tutti i giorni deve raggiungere la centrale di Caorso. "Fino a quando c'è il sole ce la facciamo. Poi chissaà", dice. In più sua mamma, 93 anni, disabile, aspetta gli ausilii dall'Ausl. Ogni tre mesi, un'azienda di Brescia consegna per conto dell'Azienda sanitaria di Piacenza i prodotti di cui necessita la madre: "Dovevano arrivare il 7 ottobre” racconta “mi avevano contattato, ma non sono riusciti ad arrivare. Spero si trovi una soluzione perché ormai il materiale sta finendo e senza non so come fare". Nemmeno le ambulanze possono raggiungere il borgo. Una lettera è stata recapitata al Presidente dell'Unione Montana, Lodovico Albasi, e al sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, per far presente la situazione. Per ora, però, nessuna risposta. Nessuno si è fatto vedere. Dopo l'alluvione non sono più stati fatti sopralluoghi. Giorgio, in questa terribile alluvione, ha perso anche il suo fedele amico a quattro zampe, Molly. Gli resta la cucciola di pochi mesi, Titti. Non ha mai smesso di credere in un suo ritorno. Un video è stato postato su Facebook per aiutarlo nella ricerca, ma dopo un mese la speranza viene a mancare.

Sì, Lisore è un piccolo paese di montagna ma chi ci è nato, cresciuto e ci vive non se ne vuole andare. Non si rassegnano. Raggi , dopo aver lavorato una vita al Porto di Genova, è tornato nel suo paese natale: "Noi siamo montanari, i problemi li sopportiamo, ci diamo da fare. Abbiamo fiducia nella  Regione, in Bonaccini, nella Gazzolo, abbiamo fiducia anche nel sindaco di Cerignale. Speriamo che ci sentano, che sappiano che siamo pochi ma che vogliamo sopravvivere come una volta". E Lisore ha una grande voglia di vivere e di fare sentire la propria voce. Gli abitanti ricordano volentieri il passaggio estivo di ciclisti, motociclisti o anche solo turisti  incantati dal panorama che si può ammirare percorrendo la strada comunale, una strada intervalliva importante perché collega le 3 valli e congiunge diverse frazioni di montagna. Sempre Raggi conclude: "Speriamo che il sindaco di Cerignale ci senta, ci venga a trovare e ci dia qualche novità".

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