Abd Elsalam ricordato davanti alla Gls, Usb: «Città e amministratori ostili»

Fiaccolata davanti all'hub di Gls a Montale per ricordare Abd Elsalam, l'operaio travolto e ucciso da un tir il 14 settembre 2016. Usb: «Vogliamo ricordare quest'uomo che ha dato la sua vita per gli altri lottando. Silenzio delle istituzioni, sia un anno fa sia oggi»

Un momento della manifestazione (foto Gatti)

«Chiudere il magazzino è stata una provocazione: i tir dovevano esserci come quella sera durante la quale il nostro compagno è morto». Lo ha detto Riadh Zaghdane (Usb) davanti a decine di persone all'hub Gls in via Riva a Montale dove il 14 settembre 2016 Abd Elsalam è morto dopo essere stato investito da un tir nel bel mezzo di una manifestazione sindacale di protesta contro l'azienda. La vedova, i figli, colleghi e tanti amici hanno ricordato con candele e fiori la morte dell'operaio che nei mesi successivi alla tragedia ha scaldato sia gli ambienti politici cittadini sia ha avuto un'eco nazionale dando vita alla campagna "Schiavi mai".

L'azienda di logistica per commemorare la morte del facchino ha deciso di chiudere, decisione che i rappresentanti del sindacato di base hanno constestato fortemente: «Vogliono apparire padroni buoni, ma non è così». Con Riadh Zaghdane anche Maria Teresa Chiariello (Usb), Nando Mainardi (consigliere comunale "Fiorenzuola deve cambiare"), Roberto Montanari della segretaria provinciale di Rifondazione Comunista, Luigi Rabuffi (consigliere comunale di Piacenza in Comune), tanti amici, colleghi, i figli e la vedova. «Oggi vogliamo ricordare quest'uomo che ha dato la sua vita per gli altri lottando e da allora veglia su tutti gli sfruttati e sugli schiavi che questo sistema malato ha creato, sui migranti che i padroni reclutano e che diventano facilmente ricattabili e vulnerabili. Un meccanismo che abbassa anche i diritti degli italiani» ha proseguito Zaghdane.

«Oggi come allora non ci sono le istituzioni. L'anno scorso non è stato proclamato il lutto cittadino, anzi il 17 settembre 2016, l'allora sindaco Paolo Dosi ha invitato la città a chiudersi, ad abbassare le serrande perché la gente del corteo di solidarietà sarebbe stata pericolosa - ha continuato Riadh Zaghdane -. Anche al funerale non si è visto nessun rappresentante delle istituzioni: questa città è ostile perché chi la guida lo è, sia all'epoca sia oggi che ha vinto il centrodestra. Politici che godono del profitto prodotto dagli stranieri che a Piacenza sono il 20%, ma noi continueremo a lottare a testa alta». La mobilitazione di Usb continuerà il 20 settembre davanti al tribunale di Piacenza in occasione dell’udienza preliminare del processo per la morte dell'operaio, mentre domenica 24 si terrà l'inaugurazione della nuova sede Usb in via Colombo. La manifestazione si è svolta senza nessuna tensione, a garantire la sicurezza di tutti i partecipanti i carabinieri e la polizia. 

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