Abiti di scena ottocenteschi donati da Maria Luigia d’Austria in mostra al Teatro Municipale

La Fondazione di Piacenza e Vigevano li ha acquistati dalla Società Filodrammatica

Il 20 agosto 1825 Maria Luigia  d’Austria concedeva alla “Filo“ l’uso padronale gratuito della sala maggiore dell’ex Collegio dei Mercanti (l’attuale sede del Consiglio comunale) poiché vi tenesse gli “esercizi declamatori“ e, di fatto, teneva a battesimo ufficiale la società Filodrammatica piacentina che già contava circa duecento soci.  La donazione comprendeva costumi di scena del XVIII e XIX secolo, acquistati nei giorni scorsi dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano per essere affidati in comodato d’uso gratuito alla Fondazione Teatri di Piacenza, affinché siano esposti al pubblico.   

Si tratta di una coppia di panciotti in raso beige con decori di fiori e foglie in sete policrome; un costume di scena in raso di seta beige con decori floreali e maniche bordate di pizzo; un altro costume con panciotto abbinato in raso grigio e avente anch’esso maniche bordate di pizzo e altri esemplari tra cui tre panciotti: su fondo di raso beige decorato con ricami floreali e un pavone; di velluto a costine beige, con ricami in fili di seta verde ed il terzo  in raso beige, con decorazioni floreali in filo d’argento.

La collezione e le finalità dell’acquisto sono state illustrate dal presidente della Fondazione dottor Massimo Toscani, dall’Assessore alla cultura Tiziana Albasi, e per la Società Filodrammatica Piacentina, dalla presidente Flora Croce e dal direttore artistico Enrico Marcotti, concordi nel rilevare l’opportunità dell’acquisto da parte della “Fondazione” e grati alla Fondazione Teatri per la disponibilità a porli in mostra in una cornice adeguata del Teatro Municipale dando la possibilità ai piacentini e ai visitatori della città di poterli ammirare. In precedenza erano stati esposti solo alla Galleria Ricci Oddi, nel 2006, in occasione della grande mostra dedicata alla storia della Società Filodrammatica per i suoi 180 anni di attività. La “Filo” ha anche estratto dai propri archivi una locandina sulla messa in scena di un’opera goldoniana del 1875 e alcune fotografie databili inizio Novecento, dove gli attori, si ha ragione di credere, indossassero alcuni dei costumi in questione. 

Oltre agli abiti di scena, la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha acquisito dalla Società Filodrammatica anche il quadro di Bernardino Pollinari (Piacenza, 1813-1890) “Visione di Vittorio Alfieri”. Si tratta del bozzetto, olio su tela, che vinse il concorso indetto nel 1827 dalla Filo per realizzare il velario che fu collocato nel salone di Collegio dei Mercanti e, in seguito, nel Teatro di via Santa Franca. Proprio quel velario fu restaurato, con un contributo della Fondazione, negli anni Novanta in occasione dei primi interventi di recupero dell’edificio (poi al centro di un corposo restauro sostenuto dall’ente). L’opera (115 per 125 cm) sarà collocata nella sede di Palazzo Rota Pisaroni.

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Nelle foto d’epoca la locandina 1875 e gli attori in alcune scene goldoniane d’inizio ‘900.

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