Abusi su una 18enne, il pm: «Condannate quei due uomini a 6 anni»

Violenza sessuale di gruppo, sui vestiti della ragazza tracce biologiche degli imputati. I difensori: non c’è la prova che ci sia stata violenza, non ci sono i segni tipici dell’abuso, né della costrizione né dell’ubriachezza

E’ di sei anni di reclusione la richiesta del pm Ornella Chicca per i due uomini, originari dell’Honduras, accusati di aver abusato di una connazionale di soli 18 anni, in un’abitazione in città, dopo una serata trascorsa insieme, nel marzo del 2019. I due, che hanno chiesto il rito abbreviato, devono rispondere di violenza sessuale di gruppo. Il giudice per l’udienza preliminare, Luca Milani, ha rinviato l’udienza alla fine del mese per le eventuali repliche e la sentenza. I difensori dei due, gli avvocati Vittorio Antonini ed Emanuele Solari, hanno chiesto al giudice di assolvere i loro assistiti perché non ci sono le prove che il rapporto sessuale sia avvenuto con violenza. L’avvocato di parte civile della ragazza, Giovanni Barbieri, si è associato alla richiesta di condanna avanzando anche un risarcimento e una provvisionale da parte del giudice.

Secondo il pubblico ministero Chicca, il racconto drammatico della ragazza è credibile. Il pm, inoltre, ha sottolineato come l’ubriachezza - quella sera sembra che tutti avessero bevuto parecchio - abbia posto la giovane in condizione di inferiorità. Ma soprattutto la prova principale è che sugli abiti (pantaloncini e slip) della 18enne sono state trovate le tracce biologiche dei due con un «elevato grado di certezza». Un dato emerso dopo diverse perizie genetiche che hanno trovato un punto fermo in un lungo incidente probatorio durante ben tre udienze.

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I due difensori, invece, hanno sottolineato come, dalle perizie medico legali, non siano emersi segni di violenza tipici dell’abuso sessuale. Non è nemmeno chiaro se il rapporto ci sia stato e, anche se l’abuso fosse avvenuto, non si potrebbe parlare di violenza. Per le difese, c’è stato un rapporto tra adulti consenzienti. L’assenza di lesioni e di sperma negli organi genitali femminili hanno posto «reali difficoltà di giudizio» sul fatto che ci sia stato l’atto sessuale o che si stato praticato con violenza. Inoltre, hanno concluso gli avvocati, la giovane si è fatta visitare al pronto soccorso dopo 48 ore e i sanitari non hanno registrato segni di costrizione fisica né di violenza né di ubriachezza.

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