Abusi sulla cugina da quando era minorenne, 26enne accusato di violenza sessuale

La giovane raccontò i fatti alle educatrici di una comunità di recupero in cui era stata sistemata dopo aver subito maltrattamenti in famiglia. La difesa: non è vero e lei non disse mai nulla ai famigliari

Si avvia alla conclusione il processo che vede imputato un giovane albanese accusato di violenza sessuale nei confronti della cugina. I presunti abusi sarebbero cominciati quando i due erano minorenni e sarebbero proseguiti anche nella maggiore età, un fatto che ha portato ad aprire due procedimenti: uno al Tribunale dei minori, a Bologna, e uno in quello ordinario. La vicenda, secondo la procura, è emersa nel 2017 quando la ragazza - che si trovava in una comunità dopo aver subito maltrattamenti in famiglia - si era confidata con alcune educatrici che si rivolsero poi alla procura segnalando le presunte violenze. Di origine albanese, la giovane si era scontrata con un ambiente chiuso, dove si sarebbero dovuti tacere quei soprusi. Il sostituto procuratore Ornella Chicca iniziò le indagini e scoprì che la ragazzina cominciò a subire le attenzioni morbose del cugino quando aveva dieci anni (e lui 17), molestie che si protrassero dal 2011 al 2014 e per cui si procede al Tribunale dei minorenni. Di tutt’altro avviso la difesa del ragazzo. L’avvocato Gianluigi Dodici ha, infatti, sostenuto che le violenze non sono mai avvenute e che la ragazza avrebbe continuato a frequentare i parenti, compreso il cugino, senza aver mai detto a nessuno ciò che le sarebbe successo. La giovane si è costituita parte civile con l'avvocato Claudia Magnaschi. 

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Quando il giovane divenne diciottenne - oggi lui ha 26 anni e lei 19 - continuò a provare attrazione per la cugina. Quei toccamenti erano un gioco, le avrebbe detto, avvertendola di non dire nulla e tacere con chiunque. Il collegio dei giudici, presieduto da Stefano Brusati, a latere Aldo Tiberti e Ivan Borasi, ha ascoltato, il 6 febbraio, numerosi testimoni tra cui le educatrici della comunità, una poliziotta dell’Ufficio minori che seguì il caso, l’ex fidanzato della giovane. Poi, sono stati sentiti anche la mamma della giovane, la stessa vittima e una sorella dell’imputato. La ragazza ha detto ai giudici di non aver mai detto nulla per timore che i parenti facessero del male al cugino. Nonostante gli abusi, la giovane si preoccupava di lui. Il processo dovrebbe concludersi a giugno, quando verranno sentiti altri testimoni e lo stesso ragazzo.

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