Accoltellamento di piazza Cavalli: in carcere il 21enne che era stato denunciato

E' stato arrestato il giovane piacentino che era stato denunciato a piede libero per il grave episodio avvenuto in piazza Cavalli la sera del 27 dicembre, quando quattro giovani erano stati feriti gravemente a coltellate. In carcere è finito Michael Cosimo Pozzessere, 21enne

Salvatore Blasco ed Elena Mei

Tentato omicidio, lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Sono queste le accuse per le quali Michael Cosimo Pozzessere, era stato denunciato, e nella mattinata del 16 gennaio arrestato e condotto alle Novate dalla squadra mobile della questura di Piacenza. Il giovane nella serata del 27 dicembre aveva accoltellato quattro ragazzi in piazza Cavalli al termine di una lite. 

L'ordinanza di custodia cautelare spiccata dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani è arrivata al termine delle indagini, condotte dalla squadra mobile coordinata dal commissario Salvatore Blasco, sul fatto di sangue che ha scosso notevolmente la cittadinanza nel dicembre scorso. «Il gip - spiega il dirigente della Mobile Salvatore Blasco - ha ritenuto sussistere il pericolo di reiterazione del reato e per questo è stato arrestato».

Il 27 dicembre scorso Michael Cosimo Pozzessere, 21 anni con piccoli precedenti penali, stava passando il sabato sera in centro così come i quattro feriti. Tutti avevano bevuto e per una risposta sgarbata e forse per una sigaretta negata all'uscita da un locale, il 21enne avrebbe estratto un coltello e colpito per primo il 25enne al petto, successivamente sarebbe nata una rissa nella quale avrebbe tirato fendenti agli altri tre colpendoli, in modo meno grave, in varie parti del corpo. Subito dopo Pozzessere era scappato raggiungendo Milano dove, ha dichiarato alla polizia, si sarebbe liberato del coltello, un serramanico di circa 10 centimetri, gettandolo in un cassonetto. A terra invece, in piazza Cavalli, erano rimasti i ragazzi, il 25enne in condizioni gravissime è stato portato d'urgenza all'ospedale Maggiore di Parma dove è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. Ha rischiato la vita ma ora sta bene. Gli amici invece sono stati medicati in pronto soccorso, ma non si sono mai trovati in pericolo di vita. 

La squadra mobile ha avviato subito le indagini risalendo in poco tempo al responsabile che però domenica 28 dicembre si era presentato già in questura con la madre. Agli inquirenti aveva confessato di aver agito per legittima difesa, si era sentito accerchiato e per questo motivo avrebbe estratto il coltello. La polizia lo aveva denunciato per tentato omicidio e lesioni. Successivamente, il 31 dicembre, in questura il giovane aggressore, era stato interrogato, alla presenza del suo avvocato, Emanuele Solari, dal dirigente della squadra mobile, Salvatore Blasco. In quell'occasione aveva ribadito di essersi difeso dai quattro giovani. Dopo essere stato sentito, il sostituto procuratore Emilio Pisante non aveva ravvisato al momento applicabile nessuna misura cautelare, non ricorrendo - secondo la Procura di Piacenza - nessuna delle condizioni previste dal codice di Procedura penale: pericolo di fuga, reiterazione del reato o inquinamento delle prove.

Il 16 gennaio la svolta. Michael Cosimo Pozzessere è stato raggiunto dalla polizia nella sua abitazione dove è stato informato della misura di custodia cautelare in carcere spiccata del gip. E' stato condotto alle Novate dove aspetterà l'interrogatorio di garanzia. Avrebbe dichiarato agli agenti che non si aspettava l'arresto. Emanuele Solari, l'avvocato che si occupa della sua difesa ha commentato: «Mi riservo di prendere una posizione dopo aver letto l'ordinanza di custodia di cui non sono ancora in possesso».

Elena Mei, vice questore di Piacenza, a margine della conferenza stampa con i giornalisti ha dichiarato: «Vorrei smentire categoricamente quelle voci che davano Pozzessere per "protetto" dalla polizia per una inventata parentela, con alcuni agenti. Le indagini sono state fatte in modo capillare sotto l'autorità giudiziaria che dato gli input. Quando finalmente il quadro indiziario è stato completo il magistrato ha ritenuto di adottare il provvedimento. Qualsiasi voce che è circolata è infondata. Vogliamo rassicurare la cittadinanza che la polizia lavora seriamente e non copre nessuno. La legge è uguale per tutti, per quanto ci riguarda».



 

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