Accoltellamento in piazza Cavalli, chiesti 5 anni e 4 mesi per l'aggressore

Cinque anni e 4 mesi (e 800 euro di multa), questa la pena chiesta nella mattinata del 18 settembre dal pm Emilio Pisante nei confronti del 21enne che nella notte tra il 27 e il 28 dicembre avrebbe accoltellato quattro ragazzi in piazza Cavalli al termine di una lite

Uno dei ragazzi feriti con gli avvocati

Cinque anni e 4 mesi (e 800 euro di multa), questa la pena chiesta nella mattinata del 18 settembre dal pm Emilio Pisante nei confronti di Michael Cosimo Pozzessere, il 21enne che nella notte tra il 27 e il 28 dicembre avrebbe accoltellato quattro ragazzi in piazza Cavalli al termine di una lite. 

Il processo con rito abbreviato si è tenuto davanti al Gup Elena Stoppini. Dopo una requisitoria di circa mezz’ora, il pm Emilio PIsante ha chiesto la condanna di Michael Cosimo Pozzessere. Emanuele Solari, difensore del ragazzo, accusato di tentato omicidio verso due persone, e di lesioni verso altri due giovani, parlerà il 25 settembre, insieme con le parti civili.

Pozzessere, presente in aula, non ha avuto alcuna reazione al momento della lettura della sentenza. Durante il processo, sono stati sentiti i due medici che hanno stilato le consulenze mediche: per la procura Rosanna Pulerà e per la difesa Novella D’Agostini. La relazione di quest’ultima è stata acquisita e dall’esame delle ferite, la consulenza escluderebbe il tentato omicidio per uno dei due ragazzi.

In quella folle notte vennero feriti gravemente Thomas I., assistito dall’avvocato Antonio Radaelli e Alex Gazzola, giovane legale (era finito in prognosi riservata e ricoverato a lungo a Parma) che si è costituito parte civile con gli avvocati Romina Cattivelli e Luigi Salice. Per i due ragazzi, vittime delle coltellate, Pozzessere è stato accusato di tentato omicidio. Al giovane sono invece state contestate le lesioni per Roberto R. e Pietro G..

«Non porto rancore - ha detto Gazzola al termine dell’udienza a cui ha assistito nella stessa aula con il suo presunto aggressore - e ho un bel ricordo delle persone conosciute all’ospedale di Parma. Naturalmente, mi ha aiutato la vicinanza dei miei amici. E’ stato un episodio spropositato, dove l’alcol ha avuto la sua parte».

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