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La scena dell'accoltellamento e le forze dell'ordine sul posto (foto Gatti)

La scena dell'accoltellamento e le forze dell'ordine sul posto (foto Gatti)

Accoltellamento di via Colombo, rimane in carcere il venezuelano: «Mi hanno aggredito e mi sono difeso»

Rimane in carcere il giovane sudamericano accusato di aver accoltellato un magrebino sabato sera in via Colombo. Ha risposto alle domande del gip e raccontato la propria versione dei fatti

Ha risposto a tutte le domande e ha fornito la propria versione dei fatti il venezuelano di 20 anni accusato di tentato omicidio, violenza privata e maltrattamenti (verso la sua ex ragazza, una ventenne italiana). Il giovane si trova nel carcere delle Novate su disposizione del pm Emilio Pisante da sabato quando avrebbe accoltellato un 22enne magrebino alla pancia dopo una violenta lite in via Colombo. Nella giornata del 2 settembre si è svolto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Luca Milani e il sudamericano, difeso dalavvocato Paola Serrau-2l'avvocato Paola Serrau, ha parlato e raccontato la sua versione dei fatti: avrebbe agito per difendersi da un'aggressione, per questo ha ferito il nordafricano con una piccola lama che ha trovato per strada, ossia ha dichiarato di non essere uscito di casa armato (la lama non è mai stata trovata) e di essere andato in via Colombo solo per poter parlare con la giovane. 

Secondo l'accusa invece si sarebbe recato in un appartamento di via Colombo dove era in corso una festa ad alto tasso alcolico con l'intenzione di parlare con la sua ragazza e poi di portarla via da lì. Poco dopo la violenta lite che si è spostata in strada diventando rissa durante la quale un'auto parcheggiata è rimasta pesantemente danneggiata. Nel caos il venezuelano avrebbe accoltellato il magrebino poi crollato a terra in un lago di sangue, l'aggressore è stato poi fermato in via Manzoni poco dopo. Al termine dell'interrogatorio il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre il suo legale ha depositato istanza per i domiciliari. 

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