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I soccorsi in azione quella sera

I soccorsi in azione quella sera

Accoltellò l'amico della compagna, condannato a più di nove anni per tentato omicidio

Il 17 gennaio 2020 in via Colombo sotto i portici del palazzo all'angolo con l'ex mercato ortofrutticolo l'imputato ha colpito con tre coltellate alla schiena e al fianco il 29enne piacentino per poi scappare: «Ho rovinato due vite»

E' stato condannato a nove anni e sei mesi il 48enne accusato di tentato omicidio nei confronti di un 29enne. Il grave fatto di sangue avvenne nella tarda serata del 17 gennaio 2020 in via Colombo. La sentenza è stata pronunciata nella giornata dell'8 aprile dal collegio presieduto dal giudice Stefano Brusati (a latere  Aldo Stefano Tiberti e Sonia Caravelli) e davanti pm Antonio Colonna. Il 48enne era difeso dall'avvocato Flavio Dalla Giovanna che ora si riserva di leggere le motivazioni della sentenza per poi eventualmente ricorrere in appello. La vittima, Filippo Bernardi, si era costituita parte civile con l'avvocato Gianluca Russo.  Durante l'udienza l'uomo ha rilasciato spontanee dichiarazioni e ha ribadito quanto già detto nell'udienza del 25 febbraio: «Ho rovinato sia la sua vita sia la mia. Sono estremamente dispiaciuto per quello che ho fatto. Ero ubriaco e prendevo anche dei farmaci. Non si torna indietro, lo so, ne sono consapevole. Ci conoscevamo ed eravamo amici».  Il giudice ha escluso l'aggravante della premeditazione e concesso le attenuanti generiche. Il 48enne si trova in carcere da quella notte. 

Era il 17 gennaio 2020 quando in via Colombo sotto i portici del palazzo all'angolo con l'ex mercato ortofrutticolo l'imputato ha colpito con tre coltellate alla schiena e al fianco il 29enne piacentino per poi scappare. I soccorsi erano stati immediati così come le indagini della polizia. Il giovane si salvò (nonostante le gravissime lesioni e i molteplici interventi) e gli agenti arrestarono per tentato omicidio il 48enne (di origini romane ed ex collaboratore di giustizia) che nel frattempo si era rifugiato in un'abitazione poco distante dal fatto dopo essersi liberato dell'arma. Ad assistere all'aggressione la compagna dell'imputato, una 38enne piacentina, che aveva passato qualche ora con la vittima. La serata era iniziata male tanto che l'accoltellamento sarebbe stato l'atto finale di ore di liti, minacce e chiamate al 113. 

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