Accoltellò la moglie davanti ai figli piccoli, albanese condannato a tre anni

Era accusato di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia. Il giudice per l’udienza preliminare, Stefania Di Rienzo, ha accolto la richiesta del pm Emilio Pisante. Il 48enne è anche stato condannato a risarcire la moglie e i due figli

La polizia sul posto quella notte

E’ stato condannato a tre anni l’uomo che, il 9 giugno scorso, accoltellò, in via Vignola, la moglie al ventre, davanti ai figli piccoli di 4 e 6 anni. Era accusato di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia. Il giudice per l’udienza preliminare, Stefania Di Rienzo, ha accolto la richiesta del pm Emilio Pisante. L’uomo, un albanese di 48 anni, è anche stato condannato a risarcire la moglie e i due figli: alla compagna andranno 50mila euro, ai due figli 25mila euro ciascuno. Per il 48enne, i giudice ha disposto il divieto di avvicinamento e ha revocato gli arresti domiciliari, per consentigli di andare a lavorare e poter così mantenere i figli. La moglie, presente in aula, ascoltando la ricostruzione di quella drammatica sera ha avuto momenti di commozione e qualche lacrima le ha rigato il volto.

Il difensore dell’albanese, l’avvocato Mauro Pontini, ha fatto sapere che ricorrerà in Appello, quando sarà stata resa nota la motivazione della sentenza: «Ritengo che il reato di maltrattamenti non sia stato commesso. Non ci sono prove, né la moglie lo aveva mai dichiarato. Comunque, abbiamo già parzialmente risarcito la moglie». Secondo l’avvocato di parte civile, Mara Tutone, «la donna veniva picchiata perché difendeva i due figli. E a confermarlo ci sono le dichiarazioni dei vicini che sentivano le urla».

Il 48enne era stato arrestato dalla polizia la sera del 9 giugno, intervenuti nella casa di via Vignola, vicino a via Boselli, dove, verso le 22, era stata segnalata una violenta lite. La donna, colpita da diversi fendenti alle gambe, alle braccia e anche alla scapola, era stata trasportata in ospedale. Per fortuna, nessuna delle coltellate era risultata letale. Il marito, visibilmente ubriaco, era stato ammanettato e portato in carcere.

(Nelle immagini gli avvocati Mara Tutone e Mauro Pontini)

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