Accoltellò un benzinaio alla gola: nuova condanna per il rapinatore

Nuova condanna, anche a Cremona, nei confronti dell'algerino Karim Bouaroui, 34 anni: in aprile aveva preso 8 anni per la rapina all'area di sevizio Nure Sud

Lo straniero mentre accoltella il benzinaio

In totale ha collezionato 12 anni per due rapine, avvenute a Cremona e a Piacenza. L’ultima condannata è stata di quattro anni, due mesi e 1.200 euro di multa per rapina aggravata. Questa la sentenza pronunciata dal gup Pierpaolo Beluzzi nei confronti dell’algerino  Karim Bouaroui, 34 anni, ben conosciuto dalle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti penali: tra il 2001 e il 2003, Karim era stato a capo di una baby-gang che aveva seminato terrore a Cremona tra i ragazzini a suon calci e pugni estorcendo ai giovani denaro e rapinando cellulari. Ai quattro anni a Cremona, si aggiungono gli otto comminati dal giudice di Piacenza, sempre per rapina aggravata a un benzinaio. L’uomo è in carcere a Imperia.

L’episodio, a Cremona, era accaduto il 26 dicembre del 2015. Per l’accusa, l’algerino si era impossessato di un’auto con la quale si era diretto a Piacenza per una rapina in A21 all’area di servizio Nure Sud, sempre lo stesso giorno. Quel 26 dicembre alla stazione di Cremona, l’algerino aveva chiesto un passaggio a tre giovani a bordo di un’auto. Insieme a lui c’era un complice tunisino, Amine Riahi, 29 anni, condannato oggi dal gup a tre anni e mille euro di multa.

Arrivati a Borgo Loreto (quartiere di Cremona), i due si erano qualificati per agenti in borghese, costringendo i tre ragazzi a consegnare loro i cellulari e i portafogli. Poi erano stati fatti scendere e obbligati a mettersi contro un muro. «Fuori la droga», aveva detto loro Karim, fingendosi un inquirente. Poi la fuga a bordo dell’auto rubata. Fino a Codogno, dove il complice tunisino, uscito proprio quel giorno dagli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti, aveva voluto fermarsi. Sceso dall’auto, era fuggito attraverso i campi ed era tornato a casa in autostop. Il solo Karim, invece, aveva proseguito in direzione Piacenza. Il giovane si era fermato in un chiosco di benzina in autostrada e aveva messo a segno un altro colpo, violentissimo: aveva accoltellato al collo il benzinaio al quale aveva portato via seicento euro. Il suo arresto era arrivato dopo un’accurata e certosina indagine della polizia stradale di Cremona, indagine che aveva coinvolto anche la questura, i carabinieri, e la polizia francese: Karim, infatti era stato rintracciato il 15 gennaio successivo alla stazione di Nizza. Lo scorso 21 aprile l’algerino è stato processato a Piacenza con rito abbreviato e condannato per la rapina al benzinaio ad otto anni di reclusione.

Per l’algerino, difeso dall’avvocato Giovanni Bertoletti, il pm Lisa Saccaro aveva chiesto una pena di 5 anni e 10 mesi, mentre per Amine Riahi, assistito dall’avvocato Gianluca Pasquali, due anni di reclusione. Entrambi sono stati processati con il rito abbreviato. Attualmente il tunisino è agli arresti domiciliari a casa della convivente. Le difese ricorreranno in appello.

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