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Cronaca

Accusa il fratello di averla abusata e la madre di picchiarla: assolti entrambi

Il fratello era accusato di violenza sessuale, la madre di maltrattamenti. Il 17 marzo sono stati entrambi assolti perché il fatto non sussiste. A dare il via alle indagini una ragazzina che si era confidata con la psicologa della scuola, poi i suoi racconti sono stati giudicati inattendibili

Il fratello era accusato di violenza sessuale, la madre di maltrattamenti. Il 17 marzo sono stati entrambi assolti perché il fatto non sussiste. A pronunciare la sentenza il collegio dei giudici composto dal presidente Stefano Brusati, a latere Camilla Milani ed Alessandro Rago. I due, che si sono sempre dichiarati innocenti, erano difesi dall’avvocato Lorenza Dordoni. A chiedere l’assoluzione, al termine della requisitoria, anche il pm Ornella Chicca ritenendo i racconti della ragazza non attendibili. I fatti per cui i due sono arrivati sul banco degli imputati risalgono a diversi anni fa, l’ultimo invece al 2018 per un arco temporale che va dal 2007 al 2018. Tutto partì dal racconto della ragazzina 16enne (all’epoca aveva 10 anni oggi 20), alla psicologa della scuola. Raccontò di essere stata abusata dal fratello all’epoca 13enne e di essere stata picchiata dalla madre. Da quella segnalazione si mise in moto la questura che trasmise gli atti al tribunale dei Minori di Bologna e alla procura di Piacenza. E se a Bologna fu rigettata la richiesta di incidente probatorio, ritenendo il gip la ragazzina non attendibile e il fratello, per l’età, non imputabile, a Piacenza i due furono rinviati a giudizio. Secondo la ragazzina il fratello l’avrebbe costretta ad atti sessuali, e, qualche anno dopo, durante la festa dei suoi 18 anni le avrebbe toccato il sedere. La mamma invece era descritta come un’aguzzina, estremamente severa e maltrattante. L’ha accusata di averle messo le mani addosso e anche di averla colpita con una cintura. La presunta vittima viveva con la mamma e i due fratelli (ecuadoriani) e il marito, non padre dei figli, dopo la denuncia fu allontanata e collocata in una comunità protetta. In aula sono stati sentiti alcuni amici della ragazza che hanno spiegato di come lei si lamentasse ma di non aver mai assistito a nulla e né di averle visto segni addosso . Il marito dell’imputata ha dichiarato di non aver mai visto la moglie alzare le mani sui figli «altrimenti l’avrei impedito». L’avvocato Dordoni ha poi prodotto alcune fotografie del 18esimo in cui la ragazza «era sorridente, serena e spensierata». Ha inoltre rimarcato come «le ricostruzioni e i racconti fossero contradditori, né attendibili né supportati da referti, prove». La mamma infine ascoltata dai giudici ha spiegato di come la figlia fosse ribelle, poco incline alla disciplina, non collaborante nella routine famigliare e che spesso doveva sgridarla perché rincasava dopo l’orario stabilito dalla mamma e anche spesso ubriaca ma che non l’ha mai picchiata. Il processo quindi si è chiuso con due assoluzioni.

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