«Frode sulle spese socio-sanitarie», arrestato il fondatore di “Sereni Orizzonti” e sequestrati 10 milioni di euro

Nove persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Udine e della Guardia di Finanza. L’accusa è di aver frodato le spese sociosanitarie di alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna

Le Fiamme Gialle di Udine, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno scoperto quello che ritengono - secondo un comunicato diffuso in mattinata - «un sofisticato ed esteso sistema di frode, in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia». Nell'ambito dell'inchiesta è stato arrestato Massimo Blasoni, fondatore del gruppo "Sereni Orizzonti", che si trova in carcere a Udine in custodia cautelare, disposta dal gip Mariarosa Persico. 

Oltre a quella riguardante l'imprenditore sono state disposte altre otto misure a carico dei presunti responsabili. Si tratta di tre custodie cautelari in carcere, quattro arresti domiciliari e un obbligo di dimora. È stato ordinato, inoltre, anche il sequestro di beni e valori per oltre 10 milioni di euro, importo corrispondente alle risorse pubbliche illecitamente percepite. Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio De Nicolo, e il sostituto Procuratore della Repubblica, Paola De Franceschi, che hanno coordinato le indagini, hanno voluto salvaguardare, nella richiesta di adozione delle misure cautelari, la continuità dei servizi di cura e assistenza degli ospiti e i rapporti di lavoro degli addetti alle strutture. Sereni Orizzonti, com'è noto, ha in gestione la Casa per Anziani di Strada Agazzana a Piacenza, "Emilio Fontanella" a San Nicolò e L'Istituto Longobucco a Calendasco. 

LE ACCUSE

La società risulterebbe allo stato delle indagini, avere percepito illecitamente contributi pubblici per un importo quantificabile in oltre 10 milioni di euro. Il risultato sarebbe stato ottenuto presentando alle Aziende Sanitarie territorialmente competenti rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture. In particolare, le strutture operative della società, per massimizzare i profitti d’impresa, avrebbero compresso al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogato prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti. Così facendo – fanno sapere gli inquirenti – si sarebbe determinata una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute. A tale scopo sarebbero state rendicontate anche maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina. La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate sarebbe stata sistematicamente distrutta e occultata agli organi di vigilanza. Altre volte, prestazioni mai rese ai propri degenti sarebbero state falsamente rendicontate sulla base di fatture false emesse da professionisti compiacenti. Le irregolarità, che abbraccerebbero anche i rapporti di impiego delle unità di lavoro, costituirebbero anche un raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, avrebbero ottenuto prestazioni assistenziali inferiori.

Il sistema di frode è emerso grazie ad una verifica fiscale condotta dalle Fiamme Gialle di Udine, con approccio multidisciplinare, nell’ambito della quale i Finanzieri hanno notato alcune criticità nella rendicontazione degli oneri alle Aziende Sanitarie nel comparto dell’assistenza agli ospiti delle residenze per anziani e delle comunità per minori. «Attraverso successive scrupolose indagini tecniche e complessi riscontri documentali – si legge nel comunicato – è stato possibile acquisire le prove delle illecite attività realizzate ed ancora in corso su più strutture operative ed individuare specifici profili di responsabilità connessi alle scelte imprenditoriali del socio di maggioranza della società, il quale, pur non avendo alcun formale ruolo amministrativo, di fatto aveva escogitato ed attuava, insieme con i suoi collaboratori, una politica aziendale volta a massimizzare i profitti, consapevole di truffare le Aziende Sanitarie». 

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