Acer, Beltrani e Civardi sono i nuovi mediatori sociali

Due soluzioni interne per coprire gli alloggi popolari di città e provincia. L'assessore Cugini promette un "giro di vite" nei confronti di chi non rispetta le regole. Savi: «I mediatori fanno prevenzione»

al centro i nuovi mediatori sociali

L’Acer è tornata ad avere il suo mediatore sociale, anzi, due. Saranno Giorgio Beltrani (per quanto riguarda il territorio del comune di Piacenza e i suoi 2200 alloggi) e Giuseppina Civardi (per il resto della provincia, circa 730 abitazioni) le due figure individuate dall’Acer per gestire i rapporti e risolvere i conflitti tra gli inquilini. Beltrani era un dipendente comunale che si occupava della gestione del campo nomadi di via Torre della Razza, mentre Civardi operava già da 36 anni in Acer. La soluzione “interna” è stata illustrata dall’assessore al welfare Stefano Cugini, dal presidente di Acer Massimo Savi e dal direttore generale Stefano Cavanna: presenti anche Patrizia Calza (sindaco di Gragnano), e Francesco Zangrandi, primo cittadino di Calendasco. Il ruolo era rimasto vacante in tutto il 2015, la funzione era stata comunque svolta temporanemente da altri operatori.

«Il mediatore sociale – ha spiegato l’assessore Cugini - è a disposizione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Avranno ruoli ben definiti, saranno una vera antenna di tutta la popolazione in grado di ascoltare le richieste e le questioni dei condomini, comprese le liti. Terranno i contatti anche con il Comune, i servizi sociali, le forze dell’ordine». Cugini da tempo proclama un “giro di vite” sul rispetto delle regole negli alloggi popolari.  «D’ora in avanti l’obiettivo è fare stare sempre più tranquilli i bravi inquilini - rispettosi del regolamento ed onesti - ed essere sempre più pressanti per far dormire sonni meno tranquilli a chi le regole non le rispetta. C’è chi si vede assegnare la casa e pensa che sia per sempre. Credono che queste siano le solite frasi fatte del politico di turno ma così non è più. Ci sarà un percorso diverso, saremo più incisivi. Non possiamo non togliere diritti a chi li merita, non possiamo continuare con questa linea».

Acer inizierà un tour per incontrare tutti i cittadini che abitano negli alloggi Erp: verranno organizzati nelle prossime settimane sei o sette incontri in diversi punti della città, per avere un confronto diretto tra Amministrazione, Acer e condomini. «La volontà del comune capoluogo – ha aggiunto Massimo Savi - è quella di stringere i cordoni sul rispetto delle regole. La funzione ha acquisito un ruolo sempre più importante e il comune di Piacenza è stato il primo a decidere di farsi carico della mediazione sociale per il proprio ambito territoriale, con un suo dipendente».

Ai mediatori il compito di prevenire conflitti e problemi. «Ci sono ispettori in Regione – ovvero “accertatori di infrazioni” – ma sono ruoli diversi. Il mediatore - ha specificato il presidente di Acer - vuole prevenire situazioni di disagio e conflittualità, l’accertatore è quello che interviene a campione o su segnalazione, per vedere se l’inquilino utilizza al meglio un alloggio pubblico. È una residenza che oggi c’è ma che domani può non esserci se vengono a mancare i requisiti: ci sono centinaia di persone che aspettano».

I due mediatori si dicono entusiasti di iniziare questa nuova fase professionale. «Vengo da un percorso di mediazione di 10 anni – si è presentato Beltrani - con una fascia ridotta della popolazione locale, interlocutore tra Amministrazione e campi di sosta comunali. Trentina di situazione intercettate a oggi, sto cercando di capire come intervenire in questo ruolo. «Lavoro in Acer da 36 anni – aggiunge Civardi – all’ufficio manutenzione, giravo nei fabbricati, assegnavo gli alloggi, conosco molto bene gli utenti. Hanno sempre bisogno di comunicare, dire qualcosa, raccontano tutto. E io ascolto».

Acer e il comune di Piacenza hanno così deciso di non affidarsi a un bando pubblico, ma di scegliere un dipendente comunale e un dipendente di Acer già in organico, in un’ottica di risparmio dei costi. Il ruolo del mediatore sociale veniva sempre coperto dall’euro in bolletta mensile pagato dagli inquilini. Ma ora che il comune ha scelto una soluzione interna, chiamando a ricoprire l’incarico un dipendente, l’euro sembrerebbe superfluo. «Acer – ha spiegato ancora Savi - non tratterrà per sé l’euro sulla bolletta. Abbiamo due scelte davanti: o lo togliamo in città, oppure daremo al Comune la sua quota».

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