Ad Amatrice quasi pronto il ponte Bailey costruito dai pontieri di Piacenza

Potrebbe essere pronto entro la fine della settimana. I pontieri piacentini del 2° reggimento Genio hanno lavorato in velocità e stanno cercando di attenuare, per quanto possibile, i disagi della popolazione colpita dal terremoto

I soldati del secondo reggimento Genio pontieri di Piacenza al lavoro ad Amatrice (Foto Stato Maggiore Esercito)

Il ponte Bailey potrebbe essere pronto entro la fine della settimana. I pontieri piacentini del 2° reggimento Genio hanno lavorato in velocità e stanno cercando di attenuare, per quanto possibile, i disagi alle popolazioni annichilite dal terremoto nel Lazio. I genieri sono in azione proprio ad Amatrice, in provincia di Rieti. In questi giorni i soldati hanno eseguito i lavori preparatori per poi posare il ponte che consentirà la circolazione di persone e mezzi, bypassando il pericolante ponte della località "Tre Occhi". 

Gli specialisti del Genio appoggeranno il ponte su due sponde, poi realizzeranno le rampe di accesso e, infine, assisteranno al collaudo. Dopo di che, gli abitanti di Amatrice e delle frazioni potranno tornare a muoversi con più facilità.

Partiti la scorsa settimana, gli uomini del reggimento piacentino hanno portato con loro macchine per il movimento terra, il ponte Bailey e diverse attrezzature. I soldati sono esperti e tutti hanno alle spalle numerose missioni fuori area in teatri impegnativi. Il reggimento uscì in missione, in Kosovo, nel 2004. Era la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale. E subito nel Paese balcanico i pontieri si misero in luce nel ripristinare strade, realizzando ponti, ma anche svolgendo attività Eod (artificieri) disinnescando o facendo brillare ordigni esplosivi e informando i bambini e i cittadini sui pericoli delle trappole esplosive. Diversi gli interventi anche in Libano, dove, alla professionalità specifica del Genio, aggiunsero anche quella degli sminatori. I ragazzi dei reparti Minex, infatti, hanno partecipato alla bonifica delle mine lungo la linea di demarcazione (la Blue Line) tra Libano e Israele.

Importante anche il contributo fornito in Afghanistan, Paese nel quale hanno realizzato basi per i contingenti impegnati nelle diverse missioni e tante opere utili ai cittadini: strade, ponti, impianti idrici ed elettrici. Purtroppo, in Afganistan il reggimento registrò il primo caduto, il maresciallo capo Daniele Paladini, nel novembre del 2007, raggiunto da una scheggia dopo che un attentatore suicida si era fatto esplodere. I genieri stavano festeggiando con la popolazione di un villaggio la posa di un ponte.

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