Addio a don Giorgio Bosini, fondatore de "La Ricerca"

Il sacerdote aveva 79 anni. Nel 2017 era stato insignito della benemerenza civica "Piacenza Primogenita" per il suo impegno nel sociale

don Giorgio Bosini

Ha lasciato questa vita don Giorgio Bosini. Fondatore dell'associazione "La Ricerca" - che ancora oggi lotta contro le dipendenze sul territorio locale -, nel 2017 era stato insignito, per la sua attività sociale, della benemerenza civica "Piacenza Primogenita" e, nel 2011, dell'Antonino d'oro. Nato a Gossolengo il 2 novembre 1940, è stato ordinato sacerdote il 22 maggio 1965. È stato vicario parrocchiale nella comunità cittadina di Nostra Signora di Lourdes, a vice assistente diocesano ACR (Azione Cattolica Ragazzi) e direttore della Caritas Diocesana. Ha ricoperto il ruolo di Economo Diocesano, di Presidente dell’Istituto Madonna della Bomba-Scalabrini e don Giorgio Bosini-3di Cappellano nella Casa Madre delle Figlie di Sant’Anna. È stato a lungo presidente dell’Associazione “La Ricerca”, della quale ne è stato il fondatore. Ha vissuto con passione, umiltà e fedeltà il ministero sacerdotale, animato da un profondo amore verso Dio e a ogni persona, in particolare se segnata dal disagio e dalla fragilità. «Con le sue parole e con il suo stile di vita – furono le motivazioni dell’Antonino d’oro del 2011 - abbastanza schivo e riservato, ha saputo mostrare, anche a chi non vive nell’ambito ecclesiale, il senso e la bellezza contenute nella vocazione sacerdotale. E tutto questo è un grande dono, in un contesto in cui la figura del prete è spesso esposta, per vari motivi, al rischio di perdere di significato e di credibilità agli occhi di molti, in particolare dei giovani». “La Ricerca” è una realtà che don Bosini ha iniziato nel 1980, su richiesta del vescovo Enrico Manfredini, in seno alla Caritas diocesana. Insieme a un gruppo di volontari, prendendo come riferimento il modello terapeutico Progetto Uomo di don Mario Picchi, Bosini ha raccolto la sfida di dare una risposta al disagio giovanile e alla tossicodipendenza che, in quegli anni, si stavano diffondendo anche nella nostra città e provincia. Nel tempo l’Associazione ha poi sviluppato una serie di servizi alla persona nel tentativo di dare una risposta ai problemi non solo della droga, ma anche - ad esempio - dell’anoressia e dell’alcolismo. Attualmente l’Associazione La Ricerca è una struttura che può contare su una casa di accoglienza e tre comunità terapeutiche (“Emmaus”, “La Vela” e “La Luna Stellata”), ma soprattutto su un'articolata organizzazione che parte dalla prevenzione, ma passa anche attraverso la consulenza, la formazione, la progettazione, l'attività educativa e di animazione. Da non dimenticare poi che don Giorgio ha condiviso fin dall’inizio il cammino di un’altra realtà molto significativa: La Casa d’accoglienza “don don Giorgio Bosini-3Giuseppe Venturini” per persone malate di Aids, voluta come opera-segno della carità della nostra chiesa locale a conclusione del XVII Sinodo Diocesano. Dal 2014 si era ritirato dalle attività per motivi di salute. Monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza, e tutta la comunità diocesana piacentino-bobbiese, ricordando il grande servizio che don Giorgio ha svolto, esprimono il proprio cordoglio a tutti i famigliari e parenti. La sepoltura avverrà in forma privata. In ossequio delle norme di sicurezza, non si possono tenere veglie di preghiere e funerali.

IL SINDACO BARBIERI: «I FRUTTI DEL SUO LAVORO CONTINUERANNO A GERMOGLIARE»

 «Con la scomparsa di don Giorgio Bosini – sottolinea il sindaco Patrizia Barbieri – Piacenza perde una figura straordinaria non solo per la grande opera di solidarietà e assistenza di cui è stato fautore sul nostro territorio, ma anche per la sua capacità di rappresentare, con la semplicità che lo contraddistingueva, un esempio autentico di generosità, amore per il prossimo e vicinanza a chiunque avesse bisogno di aiuto, ponendosi come punto di riferimento per la nostra Chiesa e per il mondo del volontariato». «Attraverso l’associazione La Ricerca, di cui è stato fondatore, guida e costante ispiratore – prosegue il sindaco Barbieri – don Bosini ha teso la mano e restituito la speranza nel futuro a tantissimi giovani e famiglie in difficoltà. Con lungimiranza e determinazione, ha sempre fatto sentire la propria voce per promuovere la cultura della prevenzione, contribuendo a valorizzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e terzo settore. I riconoscimenti importanti che la città gli ha tributato – in particolare l’Antonino d’oro nel 2011 e la Benemerenza civica nel 2017 – sono il simbolo dell’affetto e della gratitudine di una comunità intera per il bene che ha saputo seminare nel tempo, dedicandosi con impegno, umiltà e spirito di servizio a tutti gli incarichi di grande responsabilità che gli sono stati affidati in seno alla Diocesi». «Nell’esprimere, oggi, il cordoglio dell’Amministrazione comunale per la scomparsa di don Bosini – conclude Patrizia Barbieri – ho però una certezza: i frutti del suo infaticabile lavoro continueranno a germogliare, perché hanno radici solide e profonde. Grazie, don Giorgio: oggi più che mai, la testimonianza di una vita spesa per gli altri può esserci di insegnamento».

DE MICHELI: «LA SUA VITA A FIANCO DEGLI ULTIMI»

«Don Giorgio Bosini – interviene il ministro Paola De Micheli - era un punto di riferimento per me e per tutta la mia famiglia. E naturalmente lo è stato nella comunità piacentina per quanto ha fatto nella sua vita a fianco degli ultimi. Con questo mio breve ricordo non voglio soltanto rendere omaggio alla sua figura pubblica, al fondatore de “La Ricerca”, al prete che nella nostra città ha ingaggiato insieme a tanti splendidi volontari la lotta alla droga e ne ha fatto un tema sociale, educativo, e non solo sanitario e di sicurezza, portandolo per primo all’attenzione di tutti. Voglio ricordare il sacerdote schivo e riservato che mi ha insegnato a guardare le persone con occhi diversi. Come diceva lui, “non per come appaiono, ma per quello che sono dentro”. Voglio ricordare il prete che diceva che “il Signore, quando ti fa incontrare i poveri, ti dà un beneficio. Non un problema in più”. Don Giorgio ci ha lasciato un’eredità grande, frutto del suo instancabile lavoro e della sua fede, siamo chiamati tutti a raccoglierla e a portare avanti la sua missione».

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