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L'intervento della forze dell'ordine davanti a Ikea

L'intervento della forze dell'ordine davanti a Ikea

Afgani nel tir, espulsi dall'Italia i due maggiorenni

Da quanto ricostruito dagli uomini del Norm i quattro, due 19enni, un 15enne e un 17enne sarebbero partiti sette mesi fa a piedi dall'Afghanistan per poi salire sul tir a Zagabria. I ragazzini sono stati affidati a una comunità, gli altri due sono stati espulsi

Era partito da Sofia in Bulgaria il camion all'interno del quale all'alba del 31 gennaio sono stati trovati quattro giovani afgani.
I carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno ricostruito tutta la vicenda e hanno scoperto che i quattro sarebbero saliti a Zagabria durante una pausa del camionista che si era fermato a pranzare in un'area di servizio. Un uomo, li ha fatti salire in fretta e furia e avrebbe assicurato loro che il tir era diretto in Francia, meta scelta dal quartetto. Per aprire i portelloni ha tranciato il cavo di acciaio del container ed è riuscito a lasciare intatto il sigillo, così facendo l'autista, un bulgaro, non si era accorto di nulla. 

Da quanto ricostruito dagli uomini del Norm i quattro, due 19enni, un 15enne e un 17enne (l'età è stata stabilita dopo le visite mediche e l'esame del polso eseguiti all'ospedale di Piacenza) sarebbero partiti sette mesi fa a piedi dall'Afghanistan, avrebbero percorso a piedi i Balcani accompagnati di volta in volta da alcuni uomini che probabilmente fanno parte di un'associazione criminale che si occupa del traffico di clandestini. I quattro sarebbero poi arrivati a Zagabria dove sarebbero saliti sul tir proveniente dalla Bulgaria e diretto al magazzino di Ikea a Piacenza. Il camionista poco prima di arrivare a destinazione si era accorto di alcuni rumori provenienti dal container e una volta arrivato nel cortile del magazzino ha chiesto aiuto alla vigilanza del sito. Insieme hanno aperto i sigilli e hanno trovato i quattro giovani. Immediatamente sul posto sono arrivati i carabinieri e in ausilio le volanti della polizia. Per tutto il giorno i quattro sono stati ascoltati al comando in viale Beverora con l'aiuto di un interprete, sfamati alla mensa dell'Arma e visitati in ospedale. Una volta concluso l'iter i due minorenni sono stati affidati a una comunità, gli altri due, che non hanno voluto fare richiesta di protezione internazionale, sono stati espulsi dall'Italia. Hanno raccontato di aver pagato dai 5mila ai 9mila euro.

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