Cronaca

Agenti della Penitenziaria aggrediti e feriti da un detenuto ricoverato in Diagnosi e Cura

Gli agenti hanno avuto una prognosi di sei giorni: lo denunciano i sindacati Sappe e Uspp, spiegando che l'uomo «ha creato una moltitudine di danni»

Immagine di repertorio

Aggressione alla polizia penitenziaria, impegnata in un servizio di piantonamento, da parte di un detenuto ricoverato nella struttura ospedaliera di igiene e salute mentale dell'ospedale. Gli agenti hanno avuto una prognosi di sei giorni: lo denunciano i sindacati Sappe e Uspp, spiegando che l'uomo «ha creato una moltitudine di danni con continua rottura di vetri, telecamera, suppellettili vari, oltre a tenere un comportamento violento, sia con il personale infermieristico, sia con lo stesso personale di polizia in servizio all'interno del Reparto di osservazione». Proprio questo reparto, afferma Gennaro Narducci, segretario regionale «secondo quando ci viene riferito dal personale che vi espleta servizio, mancherebbe di precise tabelle di servizio, al fine di disciplinare gli esatti compiti del poliziotto penitenziario. Tra l'altro, succede spesso che sabato e domenica non siano reperibili psichiatri e psicologi, necessari per affrontare situazioni di emergenza». «Ai poliziotti - dicono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale - non è concesso nessun cambio per la consumazione del pasto e non capiamo come potrebbero mangiare all'interno della struttura ospedaliera, visto che effettuano costante e assiduo controllo sul detenuto e sugli spostamenti che lo stesso compie interno della struttura».

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