Aggredita, umiliata, pedinata: il marito davanti al giudice

L’uomo, secondo la procura, era ossessionato dalla gelosia e rendeva la vita della donna e dei tre figli un inferno. Lei lo denuncia e lui ripulisce il conto corrente e svuota la casa, lasciando i famigliari senza sostegno

Atteggiamenti aggressivi continui, isolamento dalle amiche e dalla vita familiare, umiliato, pedinata. E’ quanto ha vissuto una donna per tre anni, costretta dal marito a vivere un possesso malsano, provocato, secondo le accuse dalla gelosia e dal suo voler essere “padrone”. Si è svolta il 25 novembre - proprio nella Giornata contro la violenza sulle donne - l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, Fiammetta Modica, pm Ornella Chicca, nei confronti di un uomo accusato di maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare (non pagava gli alimenti a lei e ai loro tre figli). L’uomo è difeso dall’avvocato Cinzia Fresina (Foro di Messina), mentre la donna, che si è costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Sara Stragliati.

Secondo le indagini della procura, la coppia, lui ha 43 anni e lei 42, proveniente dalla Sicilia, viveva a Piacenza da una decina di anni. Dalla loro unione sono nati tre bimbi, di età tra i 4 e 10 anni. Il comportamento dell’uomo, che lavora nei trasporti, è andato peggiorando nel tempo. Geloso e possessivo - era arrivato a fare foto alla moglie per dimostrare la sua forza - avrebbe messo in atto atteggiamenti intimidatori, sia verso la moglie sia verso le amiche di lei. Era arrivato addirittura a limitarne gli spostamenti, togliendo alla moglie le chiavi della loro auto. Insomma, una vita fatta di tensione, paura e incertezza. Lui avrebbe più volte insistito per lasciare Piacenza e tornare in Sicilia, portando con sé moglie e figli.

Stanca di questa situazione, la donna lo aveva querelato. Poi, lei se ne era andata con i figli temendo ritorsioni. La donna conosceva bene quell’uomo e lui, infatti, aveva già tentato di entrare in azione: aveva cosparso di benzina l’auto di una sua amica, divenuta a sua volta una vittima. Allertato dai rumori, però, il marito dell’amica era uscito in strada facendo fuggire l’uomo. La procura aveva fatto scattare per l’uomo il divieto di avvicinamento. Venuto a conoscenza della denuncia, il 43enne aveva allora svuotato il conto corrente e ripulito la casa, portando via mobili e suppellettili oltre ai giocattoli dei bambini. Sempre secondo le accuse, non avrebbe quindi provveduto a mantenere la moglie e i figli.

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