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Il cartello

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«Alcol a quattro minori», Grida Café chiuso dieci giorni. I titolari: «Trattati da delinquenti»

La questura: «Hanno somministrato alcol a quattro minorenni nella serata del 15 dicembre, per questo si è disposta la chiusura del locale per dieci giorni a partire dal 24 dicembre». I titolari: «Siamo lavoratori onesti. Non è mai successo nulla nel locale. Penalizzati proprio nel periodo di maggior afflusso di gente»

«Hanno somministrato alcol a quattro minorenni nella serata del 15 dicembre, per questo si è disposta la chiusura del locale per dieci giorni a partire dal 24 dicembre», hanno fatto sapere dalla questura. E così nella mattinata della vigilia i poliziotti delle volanti e quelli della Pasi (Pasi (polizia amministrativa) hanno notificato al Grida Cafè il provvedimento. Il locale, in piazza Cavalli, era finito nel mirino quella sera insieme ad altri locali del centro. I controlli interforze (polizia locale, fiamme gialle e polizia) avevano appurato «che in una sola occasione si era servito alcol a due coppie di minorenni (tre 16enni e un 17enne) - fanno sapere da viale Malta). Per quella consumazione non era stato anche battuto lo scontrino». Di lì l'applicazione da parte del questore Pietro Ostuni dell'articolo 119 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Si tratta del 14esimo provvedimento di chiusura (tra bar, discoteche e market etnici). Dodici sono stati emessi applicando l’articolo 100, mentre nei restanti casi la sospensione ha riguardato l’attività di due sale giochi, che non avevano rispettato le prescrizioni della licenza. 

«Finalmente dopo tanti anni i giovani sono tornati a vivere la piazza di sera, fino a notte fonda. Ho sempre fatto del mio meglio per tenere sotto controllo l'attività e quando ci sono centinaia di persone che entrano ed escono e stazionano davanti al Grida è facile trovare minorenni ma ho istruito i miei dipendenti a chiedere sempre i documenti o l'età e così è accaduto anche quella sera. Siamo stati tra i primi, anche prima delle ordinanze comunali, a non servire nel dehors alcol o bibite in bicchieri di vetro o addirittutra bottiglie. Questo provvedimento è altamente punitivo per la nostra famiglia che da sedici anni lavora onestamente giorno e notte». Non ci sta il titolare del Grida, Francesco Mossini che insieme alla moglie Nunzia Malaggi e alla figlia gestisce il locale che negli anni è diventato un vera e propria tappa di decine di giovani sia di giorno sia di sera. 

«Non è mai successo nulla nel nostro locale, e siamo sempre stati collaborativi con le forze dell'ordine nel segnalare eventuali situazioni potenzialmente pericolose che potevamo osservare non nel nostro dehors ma nei pressi di via Calzolai, via Illica e Piazza Cavalli. Non abbiamo mai servito alcol a gente che si presentava già ubriaca e a minorenni. Abbiamo alle spalle anni di sacrifici e abbiamo lavorato sodo per portare il locale a un livello superiore, se ho sbagliato è giusto che paghi ma notificare il provvedimento proprio la vigilia di Natale mi sembra un accanimento senza molto senso. In questo modo non possiamo tenere aperto nelle festività, periodo durante il quale riusciamo ad avere un notevole incremento di clienti e quindi di incasso. Non solo, ora ci troviamo a buttare tutto il cibo preparato per gli aperitivi dei prossimi giorni, per non parlare del danno di immagine. Il 31 dicembre dovevamo andare in piazza con una casetta per offrire anche in quell'occasione un servizio ai tanti piacentini che passeranno il Capodanno in centro. Ci sentiamo trattati da delinquenti quando invece siamo lavoratori onesti». «Grazie per il bellissimo regalo di Natale che ci è stato fatto», ha rincarato la moglie. 

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