Alfano in Cattolica: «Carceri luoghi di radicalizzazione ma stiamo monitorando»

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano nell'ateneo piacentino per presentare il suo libro "Chi ha paura non è libero. La nostra guerra contro il terrore"

il ministro Alfano in Cattolica

«In Italia è molto forte il monitoraggio delle carceri: sappiamo che sono luoghi di possibile radicalizzazione, si riunirà un comitato per discutere di Piacenza». Il ministro dell’interno Angelino Alfano ha fatto visita all’ateneo piacentino dell’Università Cattolica per presentare il suo libro “Chi ha paura non è libero. La nostra guerra contro il terrore”, durante una tavola rotonda promossa dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza, con il Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza e con il Dipartimento di Scienze giuridiche. Il ministro, prima di parlare a studenti e autorità, si è intrattenuto con la stampa per parlare anche di quanto avvenuto nel carcere di Piacenza, a poche ore dalla rivolta dei detenuti che hanno inneggiato all’Isis. «Abbiamo un monitoraggio molto forte – ha detto il ministro ai cronisti - del nostro sistema carcerario. Sappiamo che è un luogo di possibile radicalizzazione e perciò teniamo in monitoraggio costante i nostri istituti di pena. Ogni settimana si riunisce il comitato di analisi strategica anti-terrorismo. In quel comitato siede anche il rappresentante dell’amministrazione penitenziaria per assicurare che il controllo avvenga sempre in termini aggiornati. La stessa cosa verrà fatta anche per il carcere di Piacenza. C’è un lavoro dell’Europa anche: c’è un lavoro fatto con Europol per il controllo degli indiziati che sbarcano. La prevenzione funziona». Alfano-2

Alfano ha commentato anche la vittoria a Londra del candidato musulmano Sadiq Khan. «I cittadini londinesi sono stati liberi di scegliere, il loro voto merita rispetto per la scelta, è sempre una grande capitale politica e economica del nostro continente». Il ministro ha presentato agli studenti piacentini il suo ultimo libro, che parla del sentimento della paura. «È la paura di un popolo – ha motivato il titolo Alfano -, quello europeo, che non vuole perdere la sua libertà attraverso una serie continua di aggressioni terroristiche che colpiscono non solo nei luoghi sensibili, ma nei luoghi della vita quotidiana. È un tentativo di toglierci la nostra libertà e quindi, la lotta contro la paura – sentimento umano -, si fonda su una risposta militare, di polizia, legislativa e culturale. Quest’ultima consiste nel separare chi prega da chi spara: non possiamo mettere sullo stesso piano i musulmani d’Italia e d’Europa con quelli che prendono in ostaggio altre persone in nome di Dio per edificare un califfato». Secondo il ministro è importante rafforzare le difese esterne dell’Europa, per annullare quelle interne. «Quando ci sono stati i muri nella nostra storia ci sono state guerre e povertà, quando sono caduti abbiamo avuto pace e benessere. C’è  sfiducia in questo momento nei confronti dell’Europa, non possiamo prendercela contro chi pensa così, dobbiamo lavorare per recuperarla e restituirla, l’Europa deve ridare benessere e crescita e non essere solo quella dell’austerità. Dobbiamo lavorare per difendere e presidiare meglio le frontiere esterne e garantire la libera circolazione interna».

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Durante la tavola rotonda il rettore dell’università Franco Anelli ha parlato della pubblicazione del ministro. «È il libro di una generazione che ha fiducia nel combattere il terrore: qua vengono svelati tanti retroscena e dettagli delle iniziative svolte per difendere la nostra civiltà. È una risposta anche alle generazioni che non hanno vissuto la guerra e si trovano ora a confrontarsi con una sensazione di insicurezza e un nemico che non porta la divisa. È importante ricercare sempre la libertà di espressione e di religione, oltre che recuperare la possibilità di poter pensare senza farsi prendere dalla paura, che offusca i nostri ragionamenti». «Il ministro – ha aggiunto Anna Maria Fellegara, preside della facoltà di Economia - è un servitore civile dello Stato. La sua presenza oggi è un segno di responsabilità che va percepito. Noi prepariamo i ragazzi alla responsabilità, in un momento in cui la fiducia nella politica è crollata. Non ci accontentano di uomini politici non corrotti, ci vogliono persone che si dedicano alla politica perché dotati, perché sono i migliori per la comunità e per il nostro Paese».

Al termine della tavola rotonda si svolgerà la consegna delle 16 borse di studio bandite dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della borsa di studio “avvocato Giuseppe Gardi” e delle 2 borse di studio bandite in memoria della signora Emanuela Castellina. Il ministro, arrivato con un volo di Stato all’aeroporto di San Damiano nella mattinata, ha ricevuto una piccola contestazione di Forza Nuova e Fronte d’Azione, che hanno appeso nei pressi dell’ateneo un paio di striscioni di protesta contro l’operato del ministro sul tema dell’immigrazione. 

LA CONSEGNA DELLE BORSE DI STUDIO

Borsa di Studio  in memoria dell'avv. Giuseppe Gardi: Piantelli Chiara (magistrale In Giurisprudenza).

Borse di studio bandite dalla facoltà con il contributo della  Fondazione  di Piacenza e Vigevano: Baldassini Sebastian, Bezze Elena, Conti Federica, Cusenza Mariachiara,       De Nicolo Gaia, De Rosa Stefano, Dichio Rocco, Ferrari Edoardo, Galluccio Teresa, Grecchi Giuditta, Manfrini Ilaria, Marconi Andrea, Mussi Martina, Petrelli Giada, Toncelli Annachiara, Tramelli Simona.

Le due borse di studio bandite in memoria della signora Emanuela Castellina: Bisio Silvia, Simini Angelica.

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