Cronaca

Marion Nestle e la "dieta paleolitica": l'alimentazione protagonista in Cattolica

Ospite alla scuola di dottorato Agrysistem Marion Nestle, docente al Department of Nutrition, Food Studies & Public Health ed autrice del celebre libro-manifesto Food Politics

Negli Usa è guerra aperta contro il “cibo-spazzatura” e soprattutto contro l’obesità infantile ed il fine, con la first lady Michelle Obama schierata in prima posizione, è quella di eliminarla entro una generazione. Ma non è semplice cambiare le regole e le abitudini. A trattare di questi problemi, per una lezione della Scuola di Dottorato Agrisystem dell’università Cattolica di Piacenza, in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, si è svolto un seminario presso la Sala Convegni G. Piana. Ospite dell’incontro Marion Nestle, guru di fama internazionale della sana e corretta alimentazione. Docente al Department of Nutrition, Food Studies & Public Health, è autrice del celebre libro-manifesto Food Politics, in cui dodici anni fa spiegava l’effetto negativo che le strategie di marketing alimentare avevano sulla salute degli  americani. A moderare l’incontro, dopo il saluto del coordinatore di Agrysistem professo Antonio Albanese, il professor Ettore Capri, docente della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali.

A New York anche l’ex sindaco Michael Rubens Bloomberg ha cercato di aiutare i suoi concittadini a mettere in atto una corretta alimentazione, riducendo per esempio i contenitori di bevande gasate, così come cercando di spingere la gente a consumare porzioni di cibo ridotte. Ma i cambiamenti radicali non sono mai semplici.

Anche la Nestle con il suo libro “Food Politics”, ha determinato un importante contributo al rapporto tra cibo, industria e istituzioni, in America. E’il testo su cui studiano ancora oggi gli studenti nei dipartimenti di Food Studies delle università degli Stati Uniti e che Marion Nestle aggiorna continuamente con il suo popolare blog.

Negli ultimi dodici anni, da quando il libro è stato scritto, molte cose sono cambiate nella maniera in cui si produce, sceglie, consuma cibo in America.

Marion Nestle nel suo intervento ha fotografato la realtà complessa del grande quadro alimentare americano, tra la crescita di una coscienza popolare che chiede sempre più di conoscere la provenienza e il modo di produzione di quello che viene consumato e la non semplice relazione con politica, finanza e big business.

Tra il ritorno alla terra in atto tra le giovani generazioni, il costo della terra stesso e i programmi dell’ex sindaco di New York Bloomberg e Michelle Obama, alla fine il cambiamento reale potrebbe essere nella conversione del gigante della distribuzione Walmart al cibo organico. Con il pericolo, che i piccoli produttori possano finire penalizzati da questa scelta perché obbligati a tenere i prezzi troppo bassi, da supermercato appunto, quindi con nessun guadagno se non addirittura in perdita.
Siamo alla vigilia di un cambiamento epocale e Marion Nestle ha detto che non è facile sapere come potrebbe finire.

Qualche spunto lo ha riservato anche alla “dieta paleolitica”, una dieta nutrizionale moderna progettata per emulare, per quanto possibile con cibi moderni, quella di piante e animali selvatici mangiati dagli esseri umani durante il Paleolitico.

I fautori della dieta consigliano pertanto di evitare tutti gli alimenti che essi sostengono non erano disponibili per l'uomo in quel momento, tra cui latticini, cereali, legumi, oli trasformati, e zucchero raffinato.

I sostenitori ritengono che vanno esclusi cibi mai consumato dagli esseri umani prima della rivoluzione agricola del Neolitico. Si riferiscono ai prodotti lattiero-caseari, cereali (frumento, segale e orzo, che ne fanno una dieta priva di glutine) legumi come fagioli ed arachidi, oli trasformati, zucchero raffinato, sale, alcool e caffè.

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