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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

«Alluvione e danni: dove sono gli altri 70 milioni di euro promessi?»

Le consilgiere provinciali Gloria Zanardi e Paola Galvani intervengono sui fatti di settembre 2015: «Dalla Regione 5 milioni, tanto quanto investito per la ricapitalizzazione della Fiera di Bologna. Dal governo centrale sono stati sbloccati circa 9.5 milioni, nemmeno il 10% del richiesto»

«Nessuna risposta puntuale e concreta è ancora arrivata a seguito della nuova calamità che si è abbattuta su parte del nostro territorio pochi giorni fa. Nemmeno sotto plurime sollecitazioni, anche sui media. Abbiamo assistito alla calata di politici da tutta Italia, compreso il presidente del consiglio Renzi per lanciare decine e decine di proclami, ma ad oggi? Dopo gli eventi alluvionali del settembre 2015, la prima stima delle spese urgenti, sulla base della ricognizione fatta dall’Agenzia regionale di Protezione civile col supporto degli Enti locali, ammontava a circa 88.736.000 euro. Su circa 88 milioni di danni, cosa è arrivato?». Lo scrivono in una nota le consilgiere provinciali Gloria Zanardi e Paola Galvani.

«Dalla regione Emilia Romagna 5 milioni, tanto quanto investito per la ricapitalizzazione della Fiera di Bologna. Dal governo centrale sono stati sbloccati circa 9.5 milioni, nemmeno il 10% del richiesto.  Detto ciò, è evidente che mancano ancora molti soldi. Dove sono gli altri 70 milioni di euro?»

«A noi pare assurdo, tenendo in considerazione che la sola provincia di Piacenza ha anticipato oltre 6milioni di intervento sulle strade provinciali, speranzosa di poterli avere a breve per reinvestirli sul territorio devastato. Ma ad oggi non si hanno risposte concrete, solo proclami. Come si può essere soddisfatti quando le cifre sono queste».

«Stiamo attendendo anche gli esiti della ricognizione danni dei privati. Auspichiamo, nell'interesse dei nostri cittadini, che vengano rimborsate queste spese; tuttavia, siamo alquanto timorosi rispetto a tale riconoscimento, temendo, da un lato, che non vi sia la copertura economica, dall'altro, che la solita pesante burocrazia costringerà le persone e le imprese danneggiate a file, trafile e procedure ai limiti della sostenibilità. Tra un anno ci saranno le nuove elezioni, forse, e ci si dirà che purtroppo i soldi erano ad un passo, e la regione dovrà investire le risorse per il dissesto nella prossima emergenza ambientale che in primavera colpirà qualche area del nostro territorio».

«Siamo preoccupati, servono interventi strutturali non rattoppi di asfalti, visite pastorali, gite in elicottero. Che le istituzioni si prendano le proprie responsabilità. La Provincia lo ha fatto. La Regione e il Governo, nonostante non manchino rappresentanze direttamente dai nostri territori, non si può dire che abbiano seguito l'esempio».

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