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I cittadini intervenuti a Roncaglia

I cittadini intervenuti a Roncaglia

«Alluvione, i cittadini di Roncaglia: perché nessuno ci ha avvertito in tempo?»

Animata discussione nell'incontro con l'amministrazione comunale. Il sindaco Dosi: «Un evento la cui portata e dinamica non erano state previste così». Gazzola conferma: abbuonata la prima rata 2016 della Tari

Decisamente animata l’assemblea pubblica che la sera del 30 settembre si è svolta a Roncaglia: un incontro, quello con l’amministrazione comunale, che i residenti della frazione duramente colpita dall’alluvione di due settimane fa attendevano, non tanto per sapere cosa succederà, ma per parlare di quello che è successo.

La domanda più invocata dal pubblico è stata però un’altra: «Perché nessuno ci ha avvertito in tempo, quella notte tra domenica e lunedì, di quello che stava per accadere? A Fossadello invece la gente è stata avvisata la notte che stava per arrivare l’acqua».

Per quanto riguarda il futuro imminente, l’assessore Gazzola ha confermato che la prima rata 2016 della Tari non verrà pagata da abitazioni e ditte di Roncaglia («Compenseremo con il ricavato grazie allo smaltimento dei rifiuti genovesi») mentre la rata in scadenza a ottobre 2015 verrà posticipata in dicembre. «Al momento per esigenze di bilancio - ha detto Gazzola - di più non possiamo fare. Almeno fino a quando non arriverà un decreto dal Governo»

Dosi Roncaglia-2L’ingrato compito di ricostruire, seppur per sommi capi, il dramma dell’alluvione è toccato in primis al sindaco Paolo Dosi, interrotto più volte dalle proteste di qualcuno tra i presenti, mentre gli animi si sono a tratti anche scaldati parecchio. Stessa sorte toccata poi anche ai vari tecnici (Aipo, Bacino, Bonifica) chiamati a intervenire per dare spiegazioni.

«Quello che è accaduto - ha detto il sindaco - è stato completamente diverso da ciò che avevamo preventivato. La dimensione della piena, la portata dell’acqua e il tragitto erano diverso dai fronti che erano stati previsti, e transennati, nel protocollo della protezione civile. La massa d’acqua, nel suo corso, ha anticipato le arginature che erano state predisposte, risalendo in contropendenza, uscendo più a nord di quelle che erano le difese. Questo ha fatto si che l’area che era stata contemplata come la più a rischio è rimasta invece asciutta (mentre in passato era stata quella più colpita), mentre la parte interessata dall’alluvione è stata una zona del paese che non era nella fascia di primo allarme». 

«La maggiore intensità delle precipitazioni - continua Dosi - era prevista sul forte ligure e non su quello piacentino, ma la dinamica delle precipitazioni si è però spostata sull’Emilia determinando una portata d’acqua imprevedibile e tutto quello che ne è conseguito».

Ovviamente, tutto questo, ai cittadini però non è bastato. E tra le proteste, qualcuno ha già giurato di portare tutto in Procura a Piacenza.

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