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Roncaglia

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Alluvione, il ringraziamento da Roncaglia: «Quando la forza ci veniva a mancare, i giovani ci aiutavano»

Una lettrice ha diffuso una lettera per ringraziare tutti coloro che hanno aiutato i paesi colpiti dall'alluvione: «Se in queste situazioni le persone danno il meglio o il peggio, il peggio deve essere altrove perchè il meglio era sicuramente qui, siete stati voi»

Una lettrice ha diffuso una lettera per ringraziare tutti coloro che hanno aiutato i paesi colpiti dall'alluvione e in particolar modo la sua frazione, Roncaglia: 

«Senza gli aiuti che abbiamo ricevuto sarebbe stato tutto più difficile ed è per questo motivo che intendiamo ringraziarli pubblicamente sperando che i "grazie" che per distrazione ci siamo dimenticati di dire giungano a destinazione. Qui a Roncaglia, come penso purtroppo anche negli altri paesi colpiti dall'alluvione, in questi giorni si vive sospesi nel tempo che viene scandito solamente dai bisogni primari da dovere soddisfare perchè la voglia di tornare alla normalità ci spinge a muoverci e a farlo in fretta. Quando in tarda mattinata di lunedì il peggio era passato e l'acqua iniziava lentamente ad abbassarsi nei nostri cortili, case e strade sono arrivati i primi soccorsi - i vigili del fuoco in barca e con divise da sommozzatore che percorrevano la strada Caorsana sono stati un colpo d'occhio particolare che non si dimenticherà - e con loro le prime squadre di protezione civile».

«Noi abitiamo in una serie di condominii - continua la lettera - che avevano garage e cantine sommerse da 2 metri e mezzo di acqua che unitamente alla spaziosa superficie si sono trasformati in un grande lago artificiale. Fin dalle prime ore i ragazzi della protezione civile di Modena insieme ad altri volontari si sono occupati con le pompe a loro disposizione di questo problema e per affrontare la notte sono arrivati i ragazzi della protezione civile di Monticelli che hanno lavorato ininterrottamente per liberarci di almeno un po' di quell'acqua. I giorni sono passati e finalmente, grazie anche alla pazienza e professionalità di vigili del fuoco ed esercito la nostra Venezia si è prosciugata lasciandoci la possibilità di entrare a liberare cantine e garage da melma e cose da buttare. In questa fase sono stati per noi fondamentali e ribadisco fondamentali i centinaia di volontari di cui la maggior parte ragazzi che hanno invaso il nostro paese armati di pale, guanti e stivali».

«Quando la forza ci veniva a mancare - si legge - lasciando spazio alla stanchezza bastava recarsi al punto informativo e dire che "Non ce la si faceva più" e squadre di simpatici giovinotti raggiungevano il luogo e con testa bassa e buone gambe ti davano man forte senza troppe chiacchiere e con un'umiltà che ci ha straordinariamente colpiti. E' stato per noi un sollievo. Il mio garage colmo di cose da buttare, tra cui un bancale di sacchi di pellet imbevuti di melma e i ricordi di una vita è stato sgombrato in un'ora e mezza grazie a 5 di questi ragazzi che con una risata di qui e una battuta di là hanno confortato il mio babbo che si è visto costretto a gettare tutte le cose che custodiva così gelosamente. Grazie a Luigi Miserotti, alla ragazza avvocato di Parma della protezione civile mora e molto tosta insieme a tutti i suoi amici, grazie al ragazzo di San Polo al quinto anno di agraria che con tanto di rasta e un sorrisone ha spalato accanto a me per tutto il pomeriggio, grazie ai gentilissimi uomini di Bersellini Franco che hanno fatto il dovuto e di più lavandoci anche un po' cantine e garage, grazie a tutti i volontari di cui non sappiamo nulla ma sappiamo quello che conta».

«Non abbiamo chiesto i vostri nomi - conclude la lettera - o ce li siamo dimenticati, forse incrociandovi per strada non vi riconosceremo ma sappiate che per noi siete stati davvero fondamentali. Intanto che scrivo questa lettera voi siete ancora tutti qui, che aiutate il mio paese a rialzarsi e un ringraziamento pubblico è il minimo che posso fare - oltre a tagliare un po' di salame. Se in queste situazioni le persone danno il meglio o il peggio, beh il peggio deve essere altrove (il dove lo lascio intendere) perchè il meglio era sicuramente qui, siete stati voi».

Giorgia Canevarolo

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