Anche gli agricoltori di Coldiretti Piacenza al valico del Brennero

La protesta degli agricoltori piacentini. "Per fermare i traffici di una Europa che spalanca le porte alle schifezze": dalla carne al pomodoro fino alle cagliate

Ci saranno anche gli agricoltori di Piacenza tra le migliaia di agricoltori della Coldiretti provenienti da tutte le regioni, che Lunedi 7 settembre 2015 dalle ore 8,30 presidieranno il valico del Brennero per denunciare gli effetti dei ritardi e delle omissioni dell’Unione Europea che favoriscono le speculazioni che stanno provocando l’abbandono delle campagne con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia e sull’ambiente.

Sotto accusa è una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca ai traffici di ogni tipo di schifezza alimentare, sulle quali si fanno affari a danno degli agricoltori e dei consumatori. Autobotti, camion frigo, container saranno verificati senza tregua dagli agricoltori per smascherare il "finto Made in Italy", dai prosciutti ai pomodori, ai prodotti ortofrutticoli, ma anche il commercio di surrogati e sottoprodotti che abbassano la qualità, come le polveri di latte e le cagliate da utilizzare per fare formaggi Made in Italy al posto del latte vero senza indicazioni in etichetta.

“Dopo due anni, afferma Andrea Minardi, allevatore di Besenzone, dall’ultima protesta al Brennero nulla è ancora cambiato; quella di lunedì sarà una ulteriore denuncia di tutti i semilavorati e delle materie prime estere che entrano nel nostro paese per poi trasformarsi magicamente in prodotti Made in Italy. Il tutto ovviamente a danno degli imprenditori agricoli che invece vivono ogni giorno sul filo del rasoio per le criticità sul fronte dei prezzi, e di consumatori ignari che pensano di acquistare un prodotto dalle garanzie di qualità e sicurezza alimentare italiana.”

“In assenza di regole sulla provenienza e sulle caratteristiche dei prodotti, aggiunge Pietro Mazzocchi, allevatore di Borgonovo, la concorrenza sleale è insostenibile. La situazione è pesante e gli allevatori non riescono a recuperare, dagli attuali prezzi di mercato, i costi di produzione nonostante il sistema allevatoriale abbia già provveduto all’efficientamento delle stalle.”

“Il sistema zootecnico italiano è in crisi, spiega poi Angelo Ferrari allevatore di Vigolzone, basti pensare al prezzo riconosciuto agli agricoltori per il latte alla stalla o a quello dei suini per il quale è stato attivato lo strumento della CUN, la Commissione Unica Nazionale alla quale però i macellatori non si presentano rendendo così inutile la possibilità di definire congiuntamente un prezzo equo. Per questo abbiamo deciso di manifestare in contemporanea con il vertice straordinario del consiglio dei Ministri Europei dell’Agricoltura, che si terrà proprio lunedì 7 settembre a Bruxelles perché è necessaria da parte delle istituzioni europee una definitiva presa di coscienza e soprattutto di responsabilità per garantire a questo settore una prospettiva di lungo periodo che sappia premiare la qualità italiana.”

L’iniziativa si svolgerà infatti contemporaneamente alla mobilitazione dei giovani agricoltori della Coldiretti che a Bruxelles mostreranno i tanti prodotti spacciati come Made in Italy per chiedere un impegno più forte dell’Unione Europea.

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