Anche la Giustizia riparte, con mascherine e distanza di sicurezza

Epidemia di coronavirus, stato di agitazione degli avvocati: non ci sono state linee guida nazionali né protocolli unici. In aula solo per ragioni urgenti, sia nel civile sia nel penale, altrimenti le udienze si terranno solo da remoto. All’ingresso misurazione della temperatura e accessi limitati

Riparte il 12 maggio l’attività del Tribunale. E lo fa nel momento in cui gli avvocati sono in stato di agitazione, perché per la Giustizia non sono state varate normative uniche o protocolli che valgano in ogni tribunale. Come altri settori, però, il lavoro sarà subordinato alle misure anti contagio per evitare la diffusione del coronavirus. «L’emergenza sanitaria è ancora in atto - affermaGiovanni Giuffrida-2, presidente dell’Ordine degli avvocati - e le precauzioni vanno adottate. Vedremo come va questa fase di riapertura che dovrebbe concludersi il 31 luglio». Oltre alle protezioni come mascherina e guanti per tutti, il minimo comune denominatore è che ci siano poche persone in aula. Insomma, un udienza con una decina di imputati non potrebbe tenersi in presenza. Sia in procura sia in tribunale gli accessi del pubblico saranno contingentati, mentre gli avvocati dovranno prenotarsi per parlare con i giudici o per accedere alle cancellerie. Va detto, però, che già molto del lavoro viene svolto per via telematica, anche se non mancano alcuni inconvenienti, All’ingresso, sarà misurata la temperatura (che non deve essere superiore a 37,5 gradi) e potrebbe essere utilizzato personale della Croce rossa militare. Infine, è prevista periodicamente la disinfezione e sanificazione dei locali. Chi entra dovrà poi avere un’autocertificazione che escluda i sintomi del probabile Covid-19.

A essere utilizzate saranno le aule più spaziose di Palazzo Landi, come l’aula dell’Assise o la sala delle Colonne. Alcune udienze verranno svolte, mentre altre saranno rinviate. I processi davanti al giudice monocratico si terranno in caso di utilizzo dei riti alternativi: patteggiamenti o riti abbreviati. Anche le udienze dal Giudice per le indagini preliminari si svolgeranno in aula. per il Giudice di pace, invece, le udienze potrebbero essere solo da remoto, anche perché in questo caso non esiste il processo telematico. IN ogni caso, le udienze sono state rinviate dopo il 31 luglio. Il 5 maggio, il Tribunale ha fissato le linee guida. L’attività giudiziaria, ha scritto il presidente del Tribunale, Stefano Brusati, sarà soprattutto rivolta «agli atti connotati da urgenza». Il motivo è quello di evitare assembramenti e contatti ravvicinati.

«Da un lato - riprende Giuffrida - bisogna riprendere, anche perché dal 12 maggio ripartono i termini. Le cautele, comunque, sono d’obbligo. Valuteremo la portata normativa dei processi da remoto. Siamo in stato di agitazione perché l’Organismo nazionale forense lamenta che in Italia ogni Tribunale abbia fatto scelte individuali. Certo, va considerata la realtà di ogni sede giudiziaria … ci sono palazzi più piccoli e più grandi, il personale di cancelleria, i calendari delle udienze. Ad esempio, la volontaria giurisdizione, quella più vicina ai cittadini, è stata rinviata a settembre. Ora sperimentiamo questa fase e poi tireremo le somme. Se l’emergenza si ridurrà ancora e avremo maglie più larghe potremo anche pensare a più udienze».

CIVILE Le udienze con giudici e avvocati, a discrezione del magistrato, potranno tenersi da remoto. L’udienza tradizionale «si potrà svolgere (nel rigoroso rispetto delle norme di protezione individuale) solo in casi assolutamente residuali ed eccezionali». Le udienze per l’acquisizione di prove orali sono tutte rinviate a dopo il 31 luglio. Solo su prenotazione, e in base a ragioni motivate, si svolgeranno i procedimenti giudiziali per la separazione e il divorzio. In caso di separazione consensuale o divorzio congiunto, le cause saranno trattate per via telematica. Le cause di lavoro «in ragione della assoluta peculiarità di questo contenzioso e delle diverse fattispecie» le modalità di svolgimento sono rimandate al giudice.

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PENALE sia davanti al giudice monocratico, sia davanti a quello collegiale si terranno i processi in cui c’è un detenuto. Saranno in aula, i procedimenti in cui è previsto il rito abbreviato o il patteggiamento, e quelli in cui c’è solo la discussione finale e la sentenza. La regola d’oro è che ci siano, però, poche persone per consentire il distanziamento in aula. La presenza di detenuti potrà essere garantita «mediante impianti di videoconferenza». In caso di udienze con più persone che hanno una misura cautelare «lo svolgimento dell’udienza potrà avvenire anche in locali siti al di fuori del tribunale e ciò al fine di consentire il rispetto delle norme di prevenzione sanitaria».

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